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pubblicato il 14 aprile 2017

Banca dati targhe auto e patenti, i Vigili pagano

Nessun accesso gratuito per la polizia municipale al database per fare le visure

Banca dati targhe auto e patenti, i Vigili pagano

Niente accesso gratuito a targhe e patenti: questo il verdetto del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia (terza sezione), con la sentenza numero 776 del 3 aprile 2017. Come segnala poliziamunicipale.it, i Comuni devono continuare a pagare per consultare gli archivi della Motorizzazione e del PRA, nonostante il codice dell'amministrazione digitale sia di diverso avviso. Idem il decreto del presidente della Repubblica del 28 settembre 1994, numero 634, ancora attuale. E comunque non spetta ai giudici amministrativi risolvere questa callosa vicenda: il TAR ha declinato la propria giurisdizione a favore del giudice ordinario.

La situazione oggi

Normalmente, i Comuni pagano importi elevati per accedere alle banche dati necessarie per consentire ai Vigili di lavorare. Però la nota del capo dell'ufficio legislativo del ministro per la Pubblica amministrazione, quella del 24 giugno 2013 indirizzata al Comune di Ferrara, chiarisce: non risultano norme speciali che prevedono l'accesso a titolo oneroso della Polizia municipale alle banche dati dei veicoli e delle patenti. Pertanto, il Comune non dovrebbe pagare nulla per consultare questi archivi (sulla stessa linea il ministero dei Trasporti, con la nota 19540 del 26 luglio 2013). Tutto confermato dall'articolo 50 del Codice dell'amministrazione digitale: prevede che qualunque dato trattato da una Pubblica amministrazione, nel rispetto della normativa sulla privacy, è reso accessibile e fruibile alle amministrazioni richiedenti per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali. Mentre l'articolo 58 definisce le modalità di accesso e fruizione dei dati: le amministrazioni titolari di banche dati accessibili per via telematica devono predisporre apposite convenzioni per disciplinare le modalità di accesso ai dati da parte delle amministrazioni procedenti, senza oneri.

Quale soluzione in teoria

E se l'amministrazione titolare della banca dati non ha ancora predisposto la convenzione per l'accesso gratuito? La presidenza del Consiglio dei ministri precisa che c'è un unico rimedio: il Comune che intende effettuare l'acquisizione dei dati segnali la questione al presidente del Consiglio dei ministri stesso. Che fisserà un termine entro cui il database sia a disposizione gratuitamente.

Qualcosa non quadra

Morale: i Comuni pagano l'accesso al database. Nonostante si parli ormai da anni di digitalizzazione, archivi elettronici, procedure rapide. Resta un dubbio: se il costo resta a carico del Comune, alla fine chi paga? Il trasgressore. Questo potrebbe essere un motivo per cui le multe dei Vigili costano di più di quelle delle forze di Polizia dello Stato, che hanno accesso gratuito alle banche dati.

[Fonte: poliziamunicipale.it]

Autore: Redazione

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