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Retrospettive

pubblicato il 9 aprile 2017

Fiat Cinquecento, storia di un'auto migliore della sua fama

Quella del 1991 è squadrata, razionale, pratica e vende bene, ma non entra mai nei cuori

Fiat Cinquecento, storia di un'auto migliore della sua fama
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Che differenza c’è fra 500 e Cinquecento? Matematica a parte, nel parlato nessuna. Nello scritto, beh, lo vedete. Nella storia della Fiat, c’è un abisso tra i due modi di scrivere quel numero glorioso. Il primo rappresenta il meglio della Casa torinese, un pezzo importantissimo della sua produzione presente e passata. Il secondo non altrettanto, anche se, come spesso accade, la cattiva fama del modello è esagerata rispetto ai suoi effettivi demeriti. Primo perché non solo in Italia ma anche in Europa se ne sono vendute parecchie, di Cinquecento “cin-cin” (come recitava la pubblicità televisiva dell’epoca). Poi perché quella macchinetta squadrata è anche più funzionale rispetto alla 500 di Dante Giacosa e a quella del 2007 (e tuttora in commercio, amata al di qua e al di là dell’Oceano). Eppure, la Cinquecento non è mai entrata e mai entrerà nel cuore dei cultori del modello.

L’abito fa il monaco

La colpa di tanto “accanimento” nei confronti della Cinquecento è sicuramente il design. Come detto, la carrozzeria della citycar torinese è squadrata e 100% razionale. Niente a che vedere con le forme rotonde e armoniche del modello che l’ha preceduta e di quello che l’ha seguita, entrambi premiati con il Compasso d'Oro. Non solo: l’abitacolo è un trionfo di plastica nera che bada prima di tutto - riuscendoci alla grande, peraltro - al miglior sfruttamento possibile dei soli 3,23x1,49x1,44 metri di carrozzeria. Per non dire dello schema meccanico: motore/trazione anteriore, avantreno a ruote indipendenti, freni anteriori a disco. A favore della Cinquecento ci sono anche il portellone posteriore e optional come vetri elettrici anteriori, chiusura centralizzata, tetto apribile e antifurto elettronico. Insomma, rispetto alla 126 BIS che sostituisce si tratta non di uno, ma di almeno tre passi avanti. Dal punto di vista razionale, questa macchina è dunque più… 500 (scritto in cifre) della 500, perché offre molto, a poco.

Produzione esclusivamente polacca

Lanciata a fine 1991 e rimasta in commercio fino al 1998, è la prima Fiat costruita esclusivamente in Polonia, nello stabilimento di Tychy, dapprima insieme alla già citata 126 BIS e poi da sola. Altra particolarità: è questo il primo modello su cui viene adottato il logo rettangolare a sfondo blu; anche questo, forse, non depone esattamente a favore della fama del modello… In ogni caso, con la 126 BIS la Cinquecento non condivide solo la fabbrica polacca ma anche il motore due cilindri da 704 cc della versione ED: con 23 CV è poco più potente di quello di uno “scooterone” moderno, ma ha gioco molto facile rispetto ai 675 kg della citycar torinese. Che non è certo un fulmine - anzi - ma a prestazioni (minimamente) sufficienti per la città. Va meglio con il motore da 903cc (poi ridotto a 899 per motivi fiscali) a quattro cilindri: si tratta di un’unità particolarmente datata, riadattata diverse volte, ma che con i suoi 39 (38 per la 899) CV fa il proprio dovere senza problemi. Con la successiva versione S, del 1995, arriva la quinta marcia e dunque migliora nettamente il comfort, soprattutto nei viaggi autostradali.

Sporting e Trofeo

Grazie al prezzo di acquisto contenuto e ai costi di gestione bassissimi, la Cinquecento è perfetta anche per i giovani. Proprio per loro, nel 1994 la Fiat presenta la versione Sporting, che costa ovviamente qualcosa in più, ma resta comunque abbordabile per la maggior parte di essi. Spinta dal motore 1.100cc da 54 CV e dotata di un assetto specifico, riesce a ritagliarsi un suo spazio importante anche se non è nemmeno lontanamente paragonabile alla contemporanea Peugeot 106 Rallye. Sulla base della Sporting, Fiat dà origine alla Cinquecento Trofeo, utilizzata nell’omonimo monomarca rally con specifiche Gruppo A. Alcuni esemplari di queste Cinquecento da competizione sono ancora in circolazione in qualche gara in salita o di slalom.

Una Fiat avanti: è la Cinquecento Elettra

Qualcuno accusa Fiat (più in generale FCA) di non fare abbastanza sul fronte dell’ibrido e dell’elettrico. E dire che a Torino si erano portati avanti parecchio, perché già 25 anni fa (quando FCA non era nemmeno alle viste e si parlava di Gruppo Fiat) erano sul mercato con la Cinquecento Elettra, cioè elettrica, da 13 CV. L’autonomia? 100 km per la versione meno costosa, 150 per la più raffinata. Sì, un’autonomia che solo di recente è stata superata dalle moderne auto elettriche. Dopo un quarto di secolo.

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Tag: Retrospettive , Fiat , auto europee , auto italiane


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