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Anticipazioni

pubblicato il 5 aprile 2017

Nuova Audi A8, addio monoteismo dell’alluminio

L'ammiraglia mescolerà acciaio, magnesio e carbonio per avere doti superiori di comfort, sicurezza e tenuta

Nuova Audi A8, addio monoteismo dell’alluminio
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La nuova Audi A8 (noi l'abbiamo immaginata così nel nostro rendering) punterà su un mix di materiali e abbandonerà la filosofia del 100% in alluminio, mescolandolo stavolta con acciaio, magnesio e fibra di carbonio con l'obiettivo di raggiungere una sintesi migliore tra resistenza, sicurezza e peso. Siamo andati a Neckarsulm, presso il centro Costruzioni Leggere di Audi a vedere come sarà la prossima ammiraglia di Ingolstadt attesa al debutto nella seconda metà dell'anno, cominciando da quella che è stata sempre la sua parte più rappresentativa: la struttura Audi Space Frame.

Meglio quattro di uno

Prima di tutto, la scocca della nuova A8 è composta per il 57% in alluminio, 24% di acciaio normale, 17,5% da acciaio forgiato a caldo, dall'1% di carbonio e dallo 0,5% di magnesio per un peso totale di 281 kg, questa sì tutto in alluminio. La rigidità torsionale dinamica è migliorata del 24%, quella anteriore in particolare del 14% mentre il cosiddetto quoziente di rigidità è incrementato del 12%. Vuol dire che il peso totale è cresciuto, ma, a parità di peso, la struttura è più efficiente dal punto di vista della rigidità. Sull'Audi A8 ci sono, in tutto, 29 materiali contando tutti i tipi di alluminio e acciaio secondo i diversi metodi di realizzazione dei singoli pezzi come laminatura, imbutitura, estrusione e fusione.

Quattordici modi per unire

Innumerevoli le innovazioni apportate alla nuova scocca, anche e soprattutto nei processi di produzione e giunzione della scocca. Per quest'ultimo capitolo sono stati utilizzati ben 14 metodi diversi (incollaggio, rivettatura di vario tipo, viti autofilettanti, e saldature di vario tipo tra cui, per la prima volta per l'alluminio, la saldatura laser remota. A differenza da quella laser "vulgaris", il raggio è sparato da 20 cm di distanza e, in questo modo, il materiale di giunzione è ridottissimo e, di conseguenza anche le flange dei lamierati da unire. Questo tipo di lavorazione dimezza l'energia e i tempi ed è stato applicato in particolare alle portiere e ai montanti in modo da renderli più sottili e incrementare sia la visibilità sia l'accessibilità. A questo proposito, ora le portiere, grazie anche alla migliore sagomatura della carrozzeria, avranno un profilo più avvolgente che posteriormente si integra con il parafango. La tre quarti posteriore inoltre, che abbiamo potuto vedere chiaramente, presenterà una scalfatura marcata lungo la spalla, come le Audi più recenti.

Multilamiera in 3D

Molto interessanti anche le varie applicazioni multilamiera tridimensionali realizzate attraverso la sovrapposizione di materiali diversi per il cui allineamento, prima della giunzione, vengono applicate più pinzature in modo da mantenere la geometria richiesta dai progettisti. Poi viene ripiegato il lembo inferiore e graffato. Anche questo procedimento riduce la dimensione dei pezzi e la loro intrusione. Tanti risparmi di spazio a favore non solo dei passeggeri o del bagagliaio, ma anche dei vari componenti, come le centraline elettroniche che saranno necessarie anche per la guida autonoma – la nuova A8 sarà la prima auto al mondo di livello 3 Sae – e per le nuove forme di propulsione. È infatti scontato che la nuova ammiraglia di Ingolstadt sarà almeno ibrida-plug-in. A questo proposito, è stato ricavato un vano chiaramente più voluminoso sotto il sedile posteriore.

Il carbonio di Sant'Agata

Proprio qui troviamo una delle novità principali della struttura della nuova Audi A8. La parte dietro lo schienale e la cappelliera infatti sono realizzate in fibra di carbonio. Sono 2,7 kg che tuttavia contribuiscono a ben il 33% della rigidità torsionale della parte posteriore. Il procedimento e le macchine usate sembrano quelli di una tappezzeria. C'è un rullo di carbonio che viene tagliato in fogli sagomati e quest'ultimi poi vengono sovrapposti e cuciti insieme prima di essere impregnati e inseriti in uno stampo-pressa da mille tonnellate dove viene iniettata la resina a 120 gradi per 30 secondi secondo il metodo RTM, lo stesso ampiamente usato dalla Lamborghini. E il fatto che l'azienda italiana sia l'antenna tecnologica di questo materiale per tutto il gruppo lo dimostra il fatto che gli uomini di Sant'Agata sono andati più volte a Neckarsulm per prestare la propria consulenza. Per fare un singolo pezzo ci vogliono 8 minuti e mezzo, un tempo incredibilmente breve per il carbonio. E tutto il materiale di scarto è usato per fare lo sportellino del carburante.

Perdere peso? Non importa

Ultimo materiale "nuovo" della A8 è il magnesio, usato per la piccola barra di irrigidimento che unisce la struttura ad anello sotto il parabrezza con i duomi delle sospensioni. Ora è una bella fusione nel materiale che, come è noto, ha una densità di massa ridotta del 33% rispetto all'alluminio, ed è fissato attraverso 8 viti. L'isolamento, per evitare il contatto con gli altri materiali che potrebbe innescare fenomeni di ossidazione, è realizzato attraverso un rivestimento visibile all'esterno del pezzo attraverso il colore scuro. Una delle tante finezze tecniche di questa nuova Audi A8 che, piuttosto che concentrarsi sul peso e seguire una filosofia "idealistica", stavolta ha scelto un approccio più pragmatico e meno basato sull'hardware. Ora non rimane che aspettare qualche mese per vedere davvero come sarà e quali meraviglie saprà mostrare al mondo.

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Tag: Anticipazioni , Audi , auto europee


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