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pubblicato il 5 aprile 2017

Dossier Assicurazioni

Rc auto, come scegliere se intestarla al figlio o al genitore

Il giovane che inizia a guidare si trova di fronte a diverse possibilità

Rc auto, come scegliere se intestarla al figlio o al genitore

Immaginate una situazione di questo tipo: un neopatentato (un ragazzo che ha appena preso la patente, con limitazioni precise) oppure un giovane che si decide a guidare dopo avere conseguito la licenza già da anni. Vive in casa coi genitori. C’è il padre che è in prima classe di merito, un guidatore virtuoso che non ha mai causato incidenti. A questo punto, la famiglia è davanti a diverse possibilità, che andremo ad analizzare in basso, ma la premessa necessaria è che esiste la Legge Bersani dal 2007: fra l’altro, consente a un ragazzo convivente col padre di utilizzare la classe di merito del genitore, ossia la pagella assicurativa del papà. L’obiettivo è pagare una Rca molto meno cara rispetto a quanto pagherebbe intestando auto e Rca a se stesso senza sfruttare la Legge Bersani.

Le 3 strade possibili

#1. Giovane. Cominciamo dalla ipotesi uno, ossia auto e Rca intestata al giovane, convivente sotto lo stesso tetto col padre. Parte da una classe di merito cara come il fuoco: la numero 14. Pagherà una tariffa elevatissima, perché stando alle statistiche delle compagnie è altamente a rischio sinistro, tanto più se abita in zone in cui incidenti e frodi sono più frequenti. Se non causerà incidenti, la sua classe di merito migliorerà, e almeno in teoria il prezzo della polizza dovrebbe scendere lentamente. Viceversa, se provocherà un sinistro, la classe di merito peggiorerà di due gradini in un colpo solo: la batosta è sicura, con un fortissimo rincaro tariffario. Comunque, resterà indipendente dai genitori, e avrà una propria strada assicurativa, con una propria pagella.

#2. Genitore. Ecco la seconda situazione possibile: auto e Rca intestata al genitore, che è in prima classe di merito e paga una Rca non costosa, con la vettura poi data in uso al figlio. Qual è il vantaggio almeno iniziale? Ragionando sulla carta, il tutto è sulle spalle del genitore: se il ragazzo causa un incidente, la classe del padre peggiorerà e pagherà una Rca molto più cara. Esisterà sempre e solo la pagella assicurativa del genitore, mentre quella del ragazzo nascerà solo il giorno in cui si deciderà a intestare auto e Rca a se stesso.

#3. Legge Bersani. Il ragazzo intesta auto e Rca a se stesso, ma usufruisce della classe di merito del padre: lo prevede la Legge Bersani. Anziché partire nella categoria numero 14, inizierà da quella del papà: può essere la numero uno, oppure un’altra classe comunque bassa e non troppo costosa. Ovviamente, se il ragazzo causa un incidente, la classe sale di due, e arriva alla numero 3: la Rca rincara tantissimo. Se invece non provoca sinistri, la classe resta la prima, e non dovrebbero esserci rialzi tariffari forti.

Stessa classe, prezzi Rca diversi

Le compagnie sono libere di praticare i prezzi che vogliono, in base a una propria politica interna. Quindi, anche se il figlio sfrutta la Legge Bersani entrando nella classe di merito del padre, il ragazzo potrebbe pagare una Rca più costosa di quella del genitore: questo si può verificare pure per vetture identiche. Il motivo è semplice: secondo le assicurazioni, il padre si è guadagnato sul campo la classe, è un guidatore esperto; invece il ragazzo l’ha ereditata senza nessun merito, è inesperto e giovane, pertanto più a rischio sinistro. Scatta infatti la
personalizzazione delle tariffe Rca, in funzione dell’età dell’assicurato.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , assicurazioni


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