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pubblicato il 29 marzo 2017

Uber lascia la Danimarca e riprende i test sulla guida autonoma negli USA

Intanto, cresce in Cina

Uber lascia la Danimarca e riprende i test sulla guida autonoma negli USA
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Uber ricomincia a sperimentare l’auto che guida da sola. Dopo appena 72 ore circa dall’incidente in Arizona, un portavoce della società americana ha confermato a Motor1.com che i test sono ripresi anche a Pittsburgh, in Pennsylvania. Nessun inconveniente quindi sembra fermare la società che tanto ha fatto arrabbiare i tassisti di ogni paese in cui ha iniziato ad operare (compreso il nostro). Per Uber, lo ricordiamo, questo è stato il secondo incidente su strade aperte al traffico dopo quello di San Francisco, dove fortunatamente non era accaduto nulla se non che l’auto fosse passata con il rosso. In quel caso come in questo accaduto in Arizona l’errore è stato imputato all’uomo ovvero ad uno dei due tecnici presenti a bordo dell’auto. Nel frattempo, Uber ha comunicato che lascerà la Danimarca a partire dal 18 aprile, a causa di alcuni "cambiamenti nei regolamenti locali". E non è l’unica novità che la riguarda.

Via dalla Danimarca, e dall’Italia?

Uber è arrivata in Danimarca nel 2014 e il suo servizio è stato utilizzato da più di 300 mila clienti con 2.000 conducenti. Ora lascia il Paese perché nuove norme obbligano le auto ad avere il tassametro e i sensori di sicurezza e il colosso americano fa fatica a rispondere a questi e altri criteri simili. Le auto di Uber, occorre ricordarlo, non sono taxi, ma in generale quelli che da noi sono chiamati NCC (auto a noleggio con conducente). In Italia la questione è ancora aperta e proprio oggi al Ministero dei Trasporti è fissato l’incontro tra i vertici politici e i rappresentanti degli NCC nel più ampio discorso di revisione del settore, che dovrebbe portare al decreto di riordino promesso dal governo. Nei giorni scorsi sono stati incontrati anche i sindacati dei tassisti e i vertici di Uber e MyTaxi. Difficile prevedere come andrà a finire, ma una svolta potrebbe arrivare a breve. 

In Cina è tutta un’altra storia

Se in America Uber sperimenta la guida autonoma e in Europa combatte con i tassisti, in Cina si fa strada con la Didi Chuxing Technology, una realtà che si è fusa con le attività locali di Uber (l’americana ne detiene il 17%) e che ora è il principale operatore di trasporto privato nel paese asiatico. Softbank, che ha già investito in app per il trasporto passeggeri (parliamo di Grab e Kuaidi Dache, quest’ultima società cinese si è poi fusa nella Didi), è pronta a investire circa 6 miliardi di dollari per finanziare lo sviluppo delle tecnologie di auto a guida autonoma di Didi. Un’iniezione di liquidità che potrebbe significare un passo in avanti importante per la Cina (e per Uber) in fatto di guida autonoma.

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Tag: Attualità , cina , taxi , uber


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