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Attualità

pubblicato il 29 marzo 2017

Dossier Multe e Ricorsi

Telelaser TruCam, il velox anti-smartphone

Un apparecchio che “pizzica” chi guida col cellulare in mano o senza cinture

Telelaser TruCam, il velox anti-smartphone

Dimenticate il solito strumento elettronico che multa chi corre troppo (autovelox o Tutor): è arrivato il Telelaser TruCam. L'apparecchio svolge sostanzialmente tre compiti: filma non solo chi corre troppo, ma anche chi guida con lo smartphone in mano e chi viaggia senza cintura di sicurezza allacciata. Infatti, questo strumento ha una telecamera, un software su piattaforma Linux, e in alta definizione può fotografare e filmare la violazione. È in grado di effettuare un rilievo di velocità fino a 1200 metri di distanza e si può usare anche imbracciato. Pesante 1,5 kg, grande 210x98x317 mm, sta facendo parlare parecchio di sé sul web. Per ora, la Polstrada (stando al Corriere della Sera) lo testa solo in alcune zone del Lazio (sulla Pontina) e della Sardegna (sulla Statale 131). In futuro, pare che diverse Polizie locali lo adotteranno.

Cellulare e cintura

Tutto ruota attorno al fatto che questo Telelaser può sanzionare chi sgarra in fatto di telefonino e cintura. Le regole sono piuttosto delicate e complesse, e soggette a più interpretazioni. In linea di massima, il poliziotto deve fermare il trasgressore: gli consegna il verbale in mano. È la contestazione differita. Il Codice della Strada prevede una serie di eccezioni su cui ancora si dibatte (una ragione in più per riscrivere un Codice ormai antiquato): in certe occasioni, la multa arriva a casa. È la contestazione differita. Tipico il caso degli autovelox e dei Tutor. Ma la domanda è: col TruCam, quali sono le multe regolari? Premesso che l’apparecchio è perfettamente lecito, omologato, tarato; il poliziotto come può usare questo dispositivo?

Fermare, sempre

La risposta è sì. Ma solo a una condizione: il poliziotto deve fermare il trasgressore. Ci deve essere la contestazione immediata. Il dispositivo fa da prova: il filmato dimostra che il guidatore viaggiava o con lo smartphone in mano o senza cintura. Può anche verificarsi una situazione estrema: il conducente viaggiava troppo veloce, impugnando il cellulare e privo di sistema di ritenuta. L’occhio elettronico è anche in grado di individuare queste violazioni di notte, al buio, grazie agli infrarossi. A quanto pare, almeno per adesso, non ci sono margini per proporre ricorso contro la multa. Anche sotto il profilo della privacy, sembra che il guidatore sia garantito.

Qualche piccolo dubbio

Va tuttavia ricordato che qualsiasi strumento elettronico (per il rilevamento delle infrazioni stradali) è protagonista di centinaia di sentenze di ogni ordine e grado, vista la complessità della materia. Con una giurisprudenza talvolta contraddittoria. In particolare, qualche perplessità (un po’ per tutti questi strumenti in mano alle Forze dell’ordine) può forse nascere dal fatto che l’agente non ha potuto fermare subito il trasgressore.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , autovelox , multe


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