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pubblicato il 28 marzo 2017

Strisce pedonali verdi, ora il tecnico deve risarcire il Comune

Una sentenza fa chiarezza in materia di attraversamenti pedonali

Strisce pedonali verdi, ora il tecnico deve risarcire il Comune

Le strisce pedonali colorate sono vietate: lo ha stabilito, una volta per tutte, la Corte dei conti del Veneto. Ma vediamo come si è arrivati alla sentenza. Nel 2016, la Procura regionale veneta conviene in giudizio il responsabile dell’area tecnica: obiettivo, farlo condannare al risarcimento della somma di 1.155 euro per un danno erariale arrecato al Comune di San Martino di Lupari (Padova). La colpa del tecnico? Avere realizzato, nel territorio comunale, alcuni attraversamenti pedonali su manto stradale di colorazione verde in contrasto con la normativa europea, con il Codice della Strada, oltre che con le Direttive e le Circolari del ministero dei Trasporti. E se l’uomo non conosceva le norme, si configura la colpa grave. Parliamo di 55 attraversamenti pedonali colorati, anziché quelli tradizionali su fondo nero/grigio scuro.

La difesa non regge

Il tecnico si era difeso spiegando che voleva far risaltare maggiormente il colore bianco delle strisce e segnalare la discontinuità all’automobilista. Insomma, migliorare la sicurezza stradale, a beneficio dei pedoni. L’uomo spiegava poi che (a suo dire) le norme del Codice della Strada si limitano a stabilire un punto: le strisce pedonali devono essere di colore bianco, nulla dicendo in merito alla colorazione del manto stradale. In realtà, secondo la Corte dei conti, il Regolamento del Codice della Strada stabilisce che i colori dei segnali orizzontali sono il bianco, il giallo, l'azzurro e il giallo alternato con il nero; e che gli attraversamenti pedonali sono evidenziati sulla carreggiata mediante zebrature con strisce bianche parallele alla direzione di marcia. Nessun altro segno è consentito sulle carreggiate stradali soggette a pubblico transito. In definitiva, il verde è contrario alle precise disposizioni poste dal Codice della strada e dal Regolamento. C’è quindi anche danno erariale: sono stati spesi soldi del Comune per strisce irregolari, con un danno economico alla collettività.

Morale: condanna e addio strisce

Il Collegio condanna il tecnico al pagamento, in favore del Comune di San Martino di Lupari (PD), della somma di 1.155 euro, oltre agli interessi legali calcolati dalla data di pubblicazione della sentenza sino al saldo del debito. In più 600 euro di spese di soccombenza.

Qual è il problema

In realtà, non è certo la colorazione per terra a fare la differenza in materia di sicurezza stradale delle strisce pedonali: le solite zebre bianche e nere, previste dal Codice della Strada, sono idonee. Il fatto è che spesso manca manutenzione, e la luce che illumina il passaggio non è sufficiente: anche così si spiega (oltre al fatto, fra l’altro, che esistono guidatori molto imprudenti) la strage dei pedoni in Italia. Con relativi costi sociali e sanitari. Basti dire che nel 2014 i pedoni vittime di investimenti mortali (sia sulle strisce sia fuori) sono stati 548; in Italia, 7.000 morti e 200.000 feriti in 10 anni fra i pedoni.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada


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