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pubblicato il 27 marzo 2017

F1, la Ferrari di Vettel domina il GP d'Australia. Mercedes in difficoltà

Sul podio Hemilton e Bottas. Delude Raikkonen, solo quarto

F1, la Ferrari di Vettel domina il GP d'Australia. Mercedes in difficoltà

La Ferrari apre l'era delle "macchine mostro" vincendo a Melbourne con la fantastica SF70H davanti alle due Mercedes con Hamilton secondo e Bottas terzo. Delude Raikkonen quarto con Verstappen in difficoltà con la Red Bull.

La nuova era delle "macchine mostro" inizia con una vittoria della Ferrari! Sebastian Vettel si aggiudica il GP d'Australia al debutto con la SF70H che coglie una clamorosa affermazione e il tedesco porta il suo bottino personale a 43 successi. Ferrari domina e Mercedes perde. Le chiacchiere invernali sono finite e restano i fatti: la Rossa torna sul gradino più alto del podio dal GP di Singapore del settembre 2015. A Maranello cancellano un periodo molto sofferto e voltano pagina nella convinzione che i tecnici diretti da Mattia Binotto sono stati in grado di chiudere il gap tecnico sulla freccia d'argento sfruttando a meraviglia il cambiamento delle regole con gomme larghe e tanto carico aerodinamico. Le indicazioni dei test invernali erano vere, verissime. Non c'era pretattica: la Mercedes è parsa acerba e Lewis Hamilton, partito dalla pole, è stato rintuzzato da Sebastian Vettel fino al pit stop anticipato dell'inglese al 17esimo giro, poi la Rossa ha spinto e Vettel dopo il pit stop al 23esimo giro si è ritrovato davanti grazie ad una strategia magistrale del muretto di Maranello e al pilota tedesco che non ha commesso la minima sbavatura. Toto Wolff, direttore di Mercedes Motorsport, non ha trattenuto un gesto di stizza quando Vettel è rientrato in pista davanti a Max Verstappen (che non si era ancora fermato) e Lewis Hamilton. L'austriaco ha tirato due pugni sul tavolo del box, consapevole che la W08 si è dovuta arrendendere alla netta supremazia della Ferrari.

La monoposto

"Gina" si è rivelata subito regina: la SF70H, così è stata soprannominata da Vettel, pare tagliata per questo regolamento: passo "corto, agile in curva, veloce, affidabile. Certamente meglio della Mercedes con l'abito lungo che si mangia le gomme e che ha un motore con fame di aria (la pinna sul cofano motore è stata aperta con uno sfogo per migliorare il raffreddamento della power unit). Sebastian Vettel ritrova il sorriso e scaccia i fantasmi: l'avventura con la Rossa può ricominciare. Il quattro volte campione del mondo è parso di nuovo il campione che avevamo conosciuto nel primo anno di Maranello, perché Kimi Raikkonen quarto è partito e quarto è arrivato, rimediando un distacco di oltre venti secondi dal tedesco.

Il finlandese è rimasto in coda alle Mercedes che non hanno convinto: Lewis Hamilton inizia il mondiale 2017 in salita. Era dato per il stra-favorito, ma l'inglese deve fare i conti con una Ferrari che va di più: la corazzata tedesca balbetta all'avvio della stagione, ma sarebbe sbagliato battezzare la W08 come una vettura sbagliata. E' solo acerba: arriverà sicuramente, ma Lewis si ritrova per le mani una monoposto critica che ha bisogno di altra messa a punto. Hamilton si accontenta del posto d'onore (è partito bene in testa), mentre Valtteri Bottas si è limitato a fare lo scudiero del capitano: ha concluso a due secondi da Hamilton, ma non ha mai costruito una situazione per tentare un sorpasso. Le gerarchie di Brackley sono chiare, proprio come a Maranello.

Le contendenti

E' un mondiale che nasce nella sfida fra Ferrari e Mercedes, mentre è totalmente mancata la Red Bull: Mav Verstappen deve fare tesoro di un quinto posto deludente. La RB13 ha pagato in modo pesante il fatto di aver dovuto smontare la parte idraulica della sospensione e l'astronave di Newey non è più stata in grado di controllare le altezze diventando nervosa e difficile da guidare. La gara non è veramente mai cominciata per Daniel Ricciardo: un australiano non ha mai vinto a Melbourne e il pilota della Red Bull non è nemmeno riuscito a schierarsi al via della gara per un problema al cambio che lo ha bloccato in sesta, mentre andava a schierarsi. La RB13 è stata riportata ai box, e Daniel è partito con due giri di ritardo: si è fermato in pista al 28esimo giro questa volta definitivamente per un guaio alla power unit. E' finito in modo mesto un weekend difficile per Daniel che ieri aveva sbattuto durante la Q3 e aveva danneggiato la trasmissione che è stata sostituita con la penalità di cinque posizioni sulla griglia di partenza. Ma qualcosa non ha funzionato come doveva...

Solo sei sono stati i piloti che hanno concluso a pieni giri: a completare la lista ci ha pensato Felipe Massa con la Williams FW40. Il brasiliano ha messo a frutto l'esperienza portando a casa punti importanti, mentre il babu Lance Stroll si è ritirato per problemi ai freni dopo una paio di lunghi. Consistente il settimo posto di Sergio Perez con la "pantera rosa": il messicano è il primo dei doppiati. Ha colto il massimo dal materiale che gli è stato messo a disposizione.

Tutti gli altri

In zona punti hanno concluso anche le due Toro Rosso con Carlos Sainz davanti a Daniil Kvyat, nuovamente motivato e pimpante (il russo è stato l'ultimo a rientrare al pit stop con le Ultrasoft al 34esimo giro): la STR12 è un progetto nato bene che ha bisogno solo dei cavalli del motore Renault per togliersi delle soddisfazioni importanti. Chiude la top ten Esteban Ocon con la Force India: il francesino con una macchina non eccezionale si è aggiudicato il primo punto iridato, strappandolo a quel Fernando Alonso che ha lottato come un leone finché ha potuto con l'asfittica McLaren. Lo spagnolo si è dovuto arrendere nel finale per avere piegato una sospensione in una toccata con la Force India. Avrebbe meritato il coronamento dei suoi sforzi, ma la MCL32 è davvero poca cosa: basta guardare Stoffel Vandoorne classificato ultimo (13esimo) a due giri da Vettel. A Woking avranno molto da lavorare...

E' durata 14 giri la corsa di Romain Grosjean che ha avuto il merito di portare la Haas fino alla terza fila in qualifica: il francese stava difendendo un eccellente settimo posto quando ha dovuto alzare bandiera bianca per il cedimento della power unit Ferrari 062. Si è fermato anche il compagno di squadra Kevin Magnussen che ha navigato nelle retrovie dopo il contatto al primo giro con la Sauber di Marcus Ericsson che si è concluso con i due nella sabbia che poi sono ripartiti attardati. A proposito di Sauber: lo svedese si è ritirato, mentre Antonio Giovinazzi è arrivato al traguardo mettendo nel carniere un 12esimo posto al debutto in Formula 1. Il pugliese non ha commesso errori, dimostrando di essere subito il pilota di riferimento della squadra svizzera. Ci si aspettava di più dalla Renault solo 11esima (e doppiata) con Nico Hulkenberg: manca la potenza del motore per ambire a qualcosa di più, ma a Enstone dovranno aspettare qualche mese per mettersi a posto. Jolyon Palmer, invece, è sembrato uno zombie con la R.S.17...

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Autore: Redazione

Tag: Motorsport , Ferrari , formula 1


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