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pubblicato il 24 marzo 2017

Dossier Codice della strada

Omicidio stradale, possibile rivoluzione

Un disegno legge potrebbe cambiare il reato di omicidio stradale

Omicidio stradale, possibile rivoluzione

Continua a suscitare polemiche il reato di omicidio e lesioni stradali. Per semplificare, sino a fine marzo 2016, chi uccideva in auto in condizioni alterate da alcol o droga veniva punito con il reato di omicidio colposo: dovuto a imperizia, imprudenza. Era prevista la reclusione. Niente carcere per chi uccideva al volante commettendo infrazioni come l’eccesso di velocità e il passaggio col semaforo rosso. Da fine marzo 2016, il nuovo reato di omicidio stradale ha cambiato le carte in tavola, con regole delicate e complesse. Fra le tante: primo, pene più severe per chi uccide da ubriaco o drogato; secondo, reclusione anche per chi uccide commettendo infrazioni come un forte eccesso di velocità o il passaggio col semaforo rosso; terzo, varie aggravanti, fra cui la pirateria (chi fugge dopo un sinistro); quarto, revoca della patente per 5 anni anche a chi causa lesioni gravi.

Qual è il problema

Sin dalla nascita, il nuovo reato ha suscitato perplessità. In parole povere, secondo alcuni osservatori, avrebbe dovuto punire ubriachi e drogati; invece, rischia di andare a punire troppo chi, per una distrazione (seppure imperdonabile), causa lesioni gravi, guaribili in oltre 40 giorni. Ecco perché un disegno legge vuole modificare la procedibilità d’ufficio per il reato di lesioni personali stradali gravi e gravissime. Già a gennaio 2017, alcuni senatori e i deputati di IDEA - Popolo e Libertà (Giovanardi, Quagliariello, Augello, Compagna, Roccella, Piso e Vaccaro) hanno depositato al Senato e alla Camera un disegno di legge per modificare la legge sull'omicidio stradale. “La normativa in vigore - si legge in una nota - ha trasformato milioni di automobilisti in potenziali assassini, con pene spropositate e assurde”.

Cosa vogliono cambiare

L’obiettivo è anche quello di alleggerire il lavoro delle Procure. Se questo disegno legge diverrà realtà, la procedibilità d’ufficio rimarrà per l’uso di alcol o droghe, velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h in centri urbani e superiore di almeno 50 km/h su strade extraurbane. Ma anche per la circolazione contromano, l’attraversamento con semaforo rosso, l’inversione di senso di marcia in prossimità o corrispondenza di intersezioni, curve o dossi, nonché il sorpasso in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua. In concreto: l’automobilista che urta un soggetto debole causandogli una lesione superiore ai 40 giorni, in base al disegno legge, non dovrebbe più subire la revoca della patente per 5 anni.

Ma la legge funziona?

Al di là dei possibili cambiamenti, ci si chiede se il nuovo reato di omicidio stradale funzioni. Stando all’Asaps (Amici Polstrada), sì: il calo di morti sulle strade lo dimostrerebbe. Anche va analizzata una maggiore mole di dati. In quanto alla pirateria, nel 2016, gli episodi sono saliti a 1.192: +9,6% rispetto al 2015. Il che farebbe pensare che l’omicidio stradale non sia un valido deterrente. Salgono anche i feriti (+13,9%), a quota 1.428. Tuttavia, i morti in conseguenza di omissione di soccorso sono scesi: 115, il 21,2% in meno.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada


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