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pubblicato il 23 marzo 2017

Taxi elettrici, trattative top secret per cinque città europee

Lo ha ammesso il Presidente della London Taxi Company. In Italia, nel frattempo, ennesimo sciopero della categoria

Taxi elettrici, trattative top secret per cinque città europee
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Proprio ieri vi abbiamo mostrato in anteprima le immagini del nuovo "black cab" londinese elettrico, il TX5, prodotto nel nuovo stabilimento di Ansty, a Coventry, dalla London Taxi Company. L'azienda, che produce gli iconici cab da oltre sessant'anni e che da circa cinque è passata sotto la proprietà di Geely, è uno dei tre costruttori che si occupa della fornitura di taxi a basse emissioni per la città di Londra. Nei nuovi piani della LTC, però, non c'è solo Londra: il nuovo impianto, con un potenziale produttivo di oltre 20.000 vetture all'anno, soddisferà anche le richieste di altri centri urbani inglesi e, una volta a pieno regime, guarderà alla domanda europea. Carl-Peter Forster, il presidente della società, in sede di conferenza stampa si è "lasciato andare" e ha confidato che, al momento, la LTC sta portando avanti trattative segrete con cinque città europee per la fornitura dei taxi a zero emissioni. Il passaggio alla mobilità a basso impatto ambientale, lo sappiamo, è una questione che riguarda tutte le maggiori capitali del Vecchio Continente. Ridurre o bloccare saltuariamente la circolazione dei veicoli più inquinanti, ormai è risaputo, non è una soluzione efficace e soprattutto non è sostenibile nel lungo periodo. Il problema è più serio e va affrontato alla radice, con un blocco definitivo per i mezzi più vecchi e la sostituzione di quelli circolanti.

Ecco che quindi non è azzardato pensare che, oltre alla London Taxi Company (che comunque dovrà fare i conti con uno scenario "post-Brexit" ancora incerto), ci siano accordi e trattative in corso di cui al momento non si sa ancora nulla e che potrebbero interessare le altre compagnie produttrici di taxi o direttamente le Case auto che, normalmente, si rivolgono ai clienti privati. Insomma, la rivoluzione della mobilità urbana europea è già cominciata, sebbene con vari livelli di intensità e con attività più o meno dichiarate alla luce del sole. In Italia, invece, la situazione non potrebbe che essere più stagnante. Proprio oggi, 23 marzo, è in corso un altro sciopero dei tassisti che lamentano la concorrenza sleale degli NCC ed Uber, nonché la mancanza di una regolamentazione per quanto riguarda la gestione delle licenze. Al Ministero dei Trasporti è in discussione il Decreto di riordino del settore. Sperando che questo serva, però, a garantire il diritto di libera concorrenza più che a tutelare i diritti acquisiti di una categoria, quella dei tassisti, che per certi versi ha assunto l'aspetto di una vera e propria lobby.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , inquinamento , taxi


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