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pubblicato il 22 marzo 2017

Taxi ed NCC, ecco come potrebbe cambiare tutto

Il MIT lavora a un decreto di riordino, mentre Uber propone il “trasporto low cost per tutti”

Taxi ed NCC, ecco come potrebbe cambiare tutto

I taxi sono sul piede di guerra. Uber fa proposte e gli NCC restano a guardare, mentre il Ministero dei Trasporti ascolta tutte le parti e cerca di mettere ordine in un settore, quello del trasporto pubblico non di linea, che è fermo dagli Anni ‘90. Entro pochi giorni dovrebbe arrivare un “decreto di riordino” che una volta per tutte dovrebbe mettere la parola “fine” alle proteste che sono esplose a febbraio con l’emendamento Lanzillotta-Cociancich al Milleproroghe che ha sospeso le norme restrittive sul noleggio con conducente fino al 31 dicembre 2017. “Il governo sta lavorando per trovare un punto di equilibrio tra la tutela del mondo dei taxi ma anche dall'altra parte dei consumatori - ha detto il viceministro Riccardo Nencini a Rtl 102.5 -. Vogliamo aprire alla tutela del mondo dei taxi perché ci sono stati investimenti che non vanno dimenticati. Ma anche favorire, dal punto di vista dei minori costi e del miglioramento dei servizi, il corpo dell'utenza dei consumatori. C'è un punto di equilibrio in definizione su cui stiamo lavorando in questi giorni”. Ecco quindi di cosa si tratta.

Il decreto di riordino in 3 punti

Ieri il Ministero dei Trasporti ha incontrato Uber e MyTaxi, in queste ore sta ricevendo le rappresentanze dei tassisti e per la prossima settimana ha in programma un incontro con gli NCC. Sul tavolo c’è una bozza del decreto che dovrebbe mettere ordine nel trasporto pubblico non di linea. Tutto ruota attorno a tre punti chiave:
Le aree protette per gli NCC: per come stanno le cose oggi le auto a noleggio con conducente (NCC) devono sempre passare dal garage per ricevere le prenotazioni dei clienti. Le “aree protette” a cui sta pensando il Ministero sono delle zone di competenza libere in cui gli autisti potrebbero aspettare tra un cliente e l’altro;
Le app controllate: con la diffusione degli smartphone, dei tablet e più in generale delle app che permettono a domanda e offerta di incontrarsi la realtà di oggi è diversa da quella di pochi anni fa. E’ così che anche i viaggi con autista vanno ripensati e si immagina di serrare i controlli su queste applicazioni.
Più flessibilità: allo studio c’è infine una maggiore elasticità sul cumulo delle licenze, sui turni e sui prezzi da applicare (mantenendo però le tariffe fisse per alcuni servizi come il collegamento agli aeroporti).

La proposta e lo sciopero

Uber ha fatto la sua proposta al Ministero: aprire il mercato e offrire un servizio low cost su scala nazionale. E nel periodo di transizione “siamo comunque pronti a fare la nostra parte”, ha detto il top manager di Uber Italia, Carlo Tursi. Uber pagherebbe “ai taxi una tassa per la liberalizzazione del mercato”. “La tecnologia può e deve esprimere il suo potenziale positivo, portando con sé innovazione e legalità, allo stesso tempo”, è stato il commento di Barbara Covili, general manager di MyTaxi per l'Italia, presente all’incontro. Nel frattempo i taxi, ricevuti in queste ore al Ministero, confermano lo sciopero indetto per giovedì 23 marzo, mentre lo stesso Nencini ribadisce di non vederne le ragioni dato che il governo era stato criticato per non aver messo ordine nella materia e adesso si sta muovendo in questa direzione.

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Tag: Attualità , taxi , scioperi , uber


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