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pubblicato il 22 marzo 2017

Taxi elettrici, la rivoluzione parte da Londra

Geely, proprietaria della London Taxi Company, ha aperto una fabbrica che produrrà 20mila auto all’anno

Taxi elettrici, la rivoluzione parte da Londra
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Londra dichiara guerra allo smog anche attraverso alcuni dei suoi simboli più famosi: i taxi e gli autobus. I primi diventano elettrici e i secondi si stanno sperimentando a idrogeno. Se però quest’ultima strada è ancora un po’ lunga da percorrere, i taxi a zero emissioni circolano già. Il Metrocab è diventato l’anno scorso il primo taxi a emissioni zero e adesso, nella cittadina di Ansty, a Nord Ovest di Londra, la London Taxi Company (LTC) ha inaugurato la fabbrica che produrrà 20mila taxi a zero emissioni ogni anno, con le prime messe su strada a fine 2017. L’investimento è da 300 milioni di sterline ed è cinese, perché la proprietaria della LTC è la Geely, la stessa società che ha i marchi Volvo e Lynk & Co (non a caso la tecnologia a zero emissioni è condivisa, come vi spieghiamo sotto). La London Taxi Company, però, come dicevamo non è la sola a produrre taxi a basse emissioni e segue la politica londinese. Il nuovo sindaco, Boris Johnson, prevede che entro il 2020 circoleranno in città ben 7 mila taxi elettrici e per arrivarci ha stabilito nuove regole (che ricordiamo di seguito). Come sappiamo, Londra sta affrontando il problema delle polveri sottili scoraggiando anche l’uso delle auto diesel, che per entrare nell’Area C, oltre al pedaggio, pagano 10 sterline per ogni ingresso (circa 13 euro al cambio attuale). Ma le auto diesel non sono solo bandite da Londra (qui vi spieghiamo perché), in molte città d’Europa ci sono misure che ne bloccano la circolazione (qui i dettagli) e anche in Sud America si parla di limitarne l’uso. Sui taxi elettrici però Londra potrebbe fare da apripista e l'esempio potrebbe essere seguito da altre amministrazioni.

Sotto i nuovi taxi ci sono le Volvo

La nuova fabbrica di taxi elettrici rappresenta per la Gran Bretagna il più grande investimento cinese di questo tipo ed ha portato alla creazione di mille nuovi posti di lavoro (di cui 200 sono ingegneri e 30 apprendisti). Sotto l’aspetto del “classico” taxi nero inglese (il design rimarrà più o meno invariato) si nasconde la tecnologia Volvo. I dettagli tecnici al momento sono pochi: è una Extended Range (un'auto elettrica equipaggiata anche con un motore termico), il pacco batterie è da 33 kw e l'autonomia in elettrico supera le 70 miglia (circa 112 km). Inoltre, per produrre questi taxi verrà effettuato il più alto numero di test mai svolto finora: ogni auto dovrà superare la bellezza di 500mila km in ogni condizione atmosferica prima di poter essere messo su strada, così da garantire la massima affidabilità.

Londra cambia così: tutti gli step

I nuovi Metrocab di Londra sono stati l’anno scorso i primi taxi elettrici al mondo ad avere la licenza per circolare su strada. Sono datati di un piccolo motore a benzina, accoppiato ad un generatore (Range Extender) che viene utilizzato per ricaricare la batteria o fornire energia direttamente ai motori. Sono stati studiati anche loro per rispondere alle nuove regole di Londra. Grazie ai nuovi taxi elettrici si stima che le emissioni di CO2 verranno ridotte del 75% e ci potrebbe anche essere un calo delle tariffe visto che i costi di utilizzo si abbasseranno di 20-40 sterline al giorno. Per arrivarci l’amministrazione inglese ha stabilito vari step, di seguito ricordiamo solo i più significativi:
Dal 1 Gennaio 2018: le licenze non verranno concesse a nuovi taxi diesel e quelli dichiarati a “zero emissioni” non potranno emettere di più di 50 g/km di CO2 con un minimo di 30 miglia a zero emissioni reali (inoltre il motore a cui potrà essere accoppiato il generatore dovrà essere a benzina); quelli che da noi sono conosciuti come “NCC”, dal 2018, a Londra potranno avere la licenza solo se Euro 6 o se ibridi a benzina Euro 4.
Dal 1 Gennaio 2020: i nuovi NCC avranno la licenza solo se a zero emissioni e quelli immatricolati da più di 18 mesi rinnoveranno la licenza solo se Euro 6;
Dal 1 Gennaio 2023: tutti i veicoli NCC che chiederanno una licenza dovranno essere a zero emissioni.
La rete di ricarica: la società dei trasporti inglese, nel frattempo, installerà (tra il 2018 e il 2020) 150 punti di ricarica rapida in città.

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Tag: Attualità , taxi


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