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pubblicato il 21 marzo 2017

Taxi, Uber ed NCC, il Ministero li incontra tutti

La riforma del settore è sempre più urgente e si sta cercando di fare chiarezza per regole nuove ed eque

Taxi, Uber ed NCC, il Ministero li incontra tutti

Giovedì 23 marzo niente taxi, lo sciopero è confermato. Per mercoledì pomeriggio però le rappresentanze dei tassisti sono state convocate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per parlare della riforma del settore, che è alla base della protesta. I tassisti sono contrari ad Uber, che in queste ore è al Ministero per lo stesso motivo, e invocano nuove regole che separino in maniera netta il loro lavoro da quello degli NCC. Uno dei motivi più aspri della disputa riguarda infatti la territorialità e l’ipotesi di istituire delle "aree protette" per gli NCC (cioè delle zone libere per gli autisti di auto a noleggio senza obbligo di rientro nelle autorimesse di partenza) non piace per niente ai possessori di licenze taxi. Per fare chiarezza e cercare di istituire regole che una volta per tutte pongano la parola “fine” alla diatriba tra addetti ai lavori il Ministero sta incontrando tutte le parti e la prossima settimana ha fissato un incontro con le rappresentanze degli NCC.

Su cosa si discute

Sul tavolo del confronto c’è una bozza del decreto interministeriale Mit-Mise attuativo dell’articolo 2 DL 40/2010 per misure “tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia” e una prima stesura dei principi per attuare la delega di riordino del settore inserita nella legge quadro 21/92, “Concorrenza”, di prossima approvazione. In parole povere il testo ruota attorno a tre punti:
#1 Le aree protette per gli NCC;
#2 Una stretta sui controlli nei confronti delle app che fanno incontrare domanda e offerta;
#3 Maggiore flessibilità sul cumulo delle licenze, sui turni e sui prezzi da applicare (mantenendo però le tariffe fisse per alcuni servizi come il collegamento agli aeroporti).

Il Garante della Concorrenza è con Uber e gli NCC

In questo scenario molto complesso il Ministero si è riservato di consultare, come è sua prerogativa, altri attori che, a diverso titolo, si occupano della materia. Nel frattempo anche l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è intervenuta in Parlamento chiedendo un intervento per aggiornare le norme che sono ferme dagli Anni ‘90. Non solo, il Garante sostiene la causa degli NCC e di Uber, asserendo che anche UberPop (il servizio ora bloccato dai tribunali italiani perché trasforma ogni automobilista in autista) dovrebbe essere attivato. L’effetto tuttavia sarebbe devastante per le licenze taxi, che vedrebbero crollare il proprio valore (parliamo di circa 20.000 licenze su base nazionale di cui circa 12.600 tra Roma e Milano).

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Tag: Attualità , scioperi , taxi , uber


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