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pubblicato il 20 marzo 2017

Bollo auto 2013, ricorso per prescrizione

La Regione esige il pagamento della tassa di proprietà “scaduta”? Come opporsi

Bollo auto 2013, ricorso per prescrizione

Valanga di cartelle esattoriali a casa degli italiani. Sono le Regioni ad aver dato mandato a Equitalia, con un obiettivo preciso: riscuotere vecchi crediti. Parliamo del bollo auto 2013, ossia della tassa di proprietà regionale. Insomma, gli enti locali vanno a caccia di evasori fiscali: non c’è solo chi ha dimenticato un vecchio bollo del 2013, ma pure chi non ha versato i bolli del 2013 di diverse auto o di più veicoli. Alla fine, il conto è salato, visto che include il bollo, gli interessi di mora e l’aggio di Equitalia. Pur tuttavia, qualcosa non quadra, e in basso vi spieghiamo perché.

Cosa conoscere per la cancellazione

#1. Prescrizione. Per legge, il bollo auto va in prescrizione dopo 3 anni: trascorso quel periodo, la Regione non ha più diritto a chiedere la vecchia tassa. Quindi, per il bollo auto 2013, il conteggio parte il 1° gennaio 2014. Si arriva al 1° gennaio 2017; dopodiché, c’è la prescrizione e ogni richiesta è da considerarsi nulla.

#2. Interruzione. Durante questi 3 anni, la Regione non deve avervi inviato nessuna richiesta per il bollo auto 2013. Né Equitalia nessuna ingiunzione di pagamento. Se invece avete ricevuto un sollecito per saldare il debito, allora la prescrizione si interrompe: ricomincia da quando c’è stato questo invio. Esempio pratico: sollecito il 1° gennaio 2016 per il bollo del 2013, scadenza il 1° gennaio 2019.

#3. Subito. Andate subito al cuore della questione. Da soli, entro 60 giorni dalla notifica del sollecito, fate ricorso alla commissione tributaria della Provincia (sì, a quanto pare esistono ancora…). Per avere la prova dell’opposizione, utilizzate una raccomandata con avviso di ricevimento. Occhio: non è gratuito; serve versare un contributo unificato variabile. Pertanto, nel ricorso, chiedete l’annullamento del bollo auto 2013, più la sospensione della maturazione degli interessi: alla fine, non dovrete sborsare niente a nessuno. Tenete comunque presente che legge del bollo auto è soggetta a mille interpretazioni. Lo dimostra la questione delle vetture storiche, over 20 anni e under 30 anni: il Governo Renzi ha imposto la fine dell’esenzione di quella tassa, ma alcune Regioni si sono opposte, senza fare pagare il balzello, sostenendo che si tratta di una tassa di esclusiva competenza regionale. Analogamente, per la prescrizione del bollo auto, alcune Regioni potrebbero interpretare alcune norme locali come un allungamento dei tempi di prescrizione oltre i 3 anni.

Ma per Equitalia, quale destino?

È stata ed è Equitalia, per conto delle Regioni, a inviare le cartelle esattoriali per i vecchi bolli auto. Ma per l’esattore, qual è il destino? Col Governo Renzi, il decreto fiscale entrato in vigore a inizio dicembre 2016 e poi divenuto legge stabilisce che, il 1° luglio 2017, Equitalia venga abolita. Per adesso, Ernesto Maria Ruffini, attuale amministratore delegato di Equitalia, è stato nominato Commissario straordinario per il passaggio dalla Spa alla nuova Agenzia per la Riscossione. Lo prevede il decreto del presidente del Consiglio del 16 febbraio 2017 pubblicato nella Gazzetta ufficiale 60 del 13 marzo 2017, che fissa come termine dell'incarico il 30 giugno 2017. Al Commissario toccherà il compito di preparare il terreno per la nascita dell'Agenzia: fra i compiti, un’adeguata riallocazione del personale. Al Commissario è affidato anche il compito di assicurare la piena operatività del nuovo ente pubblico economico.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , bollo auto


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