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Attualità

pubblicato il 16 marzo 2017

Dossier Codice della strada

Incidente d'auto, la sosta momentanea è punibile come fuga

Due sentenze fondamentali della Cassazione fanno chiarezza, la sosta momentanea è punibile

Incidente d'auto, la sosta momentanea è punibile come fuga

Il nostro Codice della Strada è così complicato che, spesso, necessita di chiarimenti da parte dei giudici della Cassazione: è successo anche di recente con due sentenze fondamentali per gli automobilisti. La prima (la numero 11751/2017 depositata il 10 marzo) conferma un principio base (in linea con la sentenza 33335/2015): dopo un incidente, anche la sosta momentanea è punibile come fuga dal sinistro. Insomma, si diventa pirati della strada. Il reato (parliamo di norme collegate al Codice penale) è previsto all’articolo 189, comma 6, del Codice della Strada. Cos’era successo? Semplice: l’utente della strada aveva effettuato sul luogo del sinistro una sosta momentanea, senza consentire né la propria identificazione né quella dell’auto.

Secondo caso

La seconda sentenza (numero 11705/2017 depositata il 10 marzo) è più articolata e complessa. Partiamo dal fatto: il Giudice di Pace di Genova dichiarava responsabile dell’incidente un tassista per il reato di lesioni colpose (dovute a imperizia, imprudenza) commesso ai danni di un motociclista. Infatti, l’automobilista aveva sì segnalato tempestivamente l’intenzione di eseguire manovra di svolta a sinistra; ma non si era assicurato di effettuarla senza pericolo o intralcio alla circolazione. Ecco la chiave: non aveva fatto tutto il possibile per evitare il sinistro. Certo, anche il centauro aveva le sue colpe: il magistrato riconosceva una condotta di guida in violazione alla disciplina del Codice della Strada per non avere mantenuto la propria destra e per avere proceduto a velocità non adeguata. Tuttavia, il tassista doveva tenere in considerazione l’eventuale comportamento imprudente altrui, nei limiti della prevedibilità.

Parola alla Cassazione

L’automobilista non ci stava, iniziava una battaglia legale che sfociava in Cassazione. Qui, gli ermellini ribadivano questo principio (già delinato in passato): a un incrocio, il conducente del veicolo tenuto a cedere la precedenza deve usare la prudenza e diligenza necessarie a eseguire in sicurezza la manovra di attraversamento. Non deve fare affidamento sul fatto che i veicoli favoriti siano a loro volta gravati dall'obbligo di rallentare in prossimità delI’incrocio. Morale: massima prudenza, sempre e comunque, a prescindere dai cartelli e dalle regole della precedenza.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , sicurezza stradale


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