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pubblicato il 1 febbraio 2008

Mini e John Cooper Works

Dalla Formula 1 alla MINI più sportiva, insieme da più di mezzo secolo

Mini e John Cooper Works
Galleria fotografica - John Cooper e Mini, mezzo secolo di storiaGalleria fotografica - John Cooper e Mini, mezzo secolo di storia
  • Mike Cooper e suo padre John Cooper - anteprima 1
  • John Cooper a Indianapolis nel 1961 - anteprima 2
  • John Cooper e Jack Brabham celebrano la vittoria del Gran Premio nel 1961 - anteprima 3
  • John Cooper  - anteprima 4
  • Paddy Hopkirk ed Henry Liddon nella Mini Cooper in gara al Monte Carlo Rally del  1964 - anteprima 5
  • Paddy Hopkirk e Henry Liddon nella Mini Cooper in gara al Monte Carlo Rally del 1964 - anteprima 6

Sulla carrozzeria di ogni auto c'è un logo che rimanda a certi valori e molto spesso accade che la sua storia sia molto affascinante, proprio come quella di Mini-Cooper. Di recente MINI ha deciso di rinnovare la grafica del proprio logo per le versioni "John Cooper Works" ed ha annunciato che a fare da tramite tra MINI e la "John Cooper Garages" sarà ancora una volta l'erede del famoso John, suo figlio Mike Cooper. Anche se l'apparenza è cambiata la sostanza insomma è rimasta la stessa.

Facendo un passo indietro si scopre che John Cooper, nato a Surrey (in Inghilterra) nel 1923, già alla tenera età di 12 anni aveva dimostrato di che pasta era fatto gareggiando al volante di un'auto preparata da suo padre Charles, con cui nel 1946 avrebbe fondato la Cooper Car Company.

I due cominciarono con la preparazione di auto da corsa lavorando fianco a fianco e ben presto il loro successo fu così grande da farli approdare direttamente in Formula 1. L'idea che li aveva resi celebri in pista era una: il motore "centrale" dietro il pilota. Ben presto tutte le auto in Formula 1 adottarono questo principio e Cooper riuscì a collezionare un successo dietro l'altro per un intero decennio. Tra il 1950 e gli anni '60, molti piloti, poi diventati leggenda, guidarono una Cooper, come Jack Brabham, Bruce McLaren e Jochen Rindt.

Ma nel 1959 stava per debuttare nel mercato dell'auto una citycar che avrebbe catturato subito l'attenzione di John Cooper. Il suo nome era Mini e, anche se era stata progettata dal celebre ingegnere britannico Alec Issigonis apposta per essere economica e adatta a tutti gli automobilisti, per Cooper rappresentava qualcosa di più. In lei John vedeva l'automobile "perfetta per essere trasformata in una sportiva senza paragoni".

Anche John Cooper e Alec Issigonis si somigliavano molto di carattere, sia per tenacia che per ambizione, i due non si trovarono inizialmente d'accordo. Issigonis non ne voleva sapere di trasformare la"sua" Mini in una macchina sportiva e non credeva nel progetto di Cooper. Ma l'entusiasmo di John era così tanto che non gli fu facile soffocarlo. Riuscì infatti a guadagnarsi la fiducia di George Harriman, a capo della Bristish Motor Corporation, il quale decise di testare la reazione del pubblico a questa nuova proposta automobilistica producendo appena 1000 Mini Cooper, auto in grado di arrivare fino ad una velocità massima di 130 Km/h e con una potenza nel cofano motore di poco superiore ai 55 CV.

Il risultato fu un successo immediato. Per questo la Mini Cooper S non tardò ad arrivare. Questa volta la vettura era stata allargata di 70,6 mm e la potenza del motore aumentata di circa 20 CV. Da quel momento iniziava per Mini un periodo d'oro, soprattutto nel mondo del Rally. Tra il 1964 e il 1967 le soddisfazioni in gara a Monte Carlo si moltiplicarono, grazie a piloti come Timo Makinen, Rauno Aaltonen e Paddy Hopkirk.

Allo stesso tempo, fuori dai circuiti competitivi, la collaborazione tra Cooper e Mini si stringeva attorno alla piccola citycar alla portata di tutti. Dopo essersi trasformata in uno status symbol, con l'affacciarsi del nuovo Millennio la Mini si evolvette nella MINI. Nel 1999 Mike Cooper fu di fatto invitato dal Gruppo BMW a partecipare con la John Cooper Garages al "progetto MINI". Sulle orme di suo padre, Mike non soltanto accettò, ma cercò di riportare la vettura ai vertici dell'agonismo attraverso la John Cooper Challenge e la MINI Challenge, eventi a cui però il grande John non potò assistere perchè si spense nel 2000, all'età di 77 anni.

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Tag: Motorsport , Mini , formula 1 , VIP


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