Attualità

pubblicato il 16 marzo 2017

Emissioni, Trump rivede i limiti negli USA. Marchionne approva

Il Presidente repubblicano annuncia di riaprire il confronto sui limiti da raggiungere nel 2025

Emissioni, Trump rivede i limiti negli USA. Marchionne approva

Gli standard per le emissioni delle auto negli USA, i cosiddetti CAFE (Corporate Average Fuel Economy), sono troppo restrittivi e saranno rivisti in modo che "voi potrete tornare a costruire macchine in America, visto che non c’è niente di più bello da vedere che un’auto costruita in America". Queste le parole e il pensiero del Presidente Trump, intervenuto all’American Center for Mobility, in Michigan, davanti ai rappresentanti dell’industria dell’auto statunitense, Marchionne compreso, e riportate da Automotive News. In realtà l’annuncio di Trump non significa che i limiti delle emissioni saranno "allentati" o cancellati, ma che partirà un processo di revisione e che, secondo la migliore tradizione americana, i Costruttori avranno più tempo di fare lobby sul nuovo amministratore dell’EPA, Scott Pruitt.

L'invito a costruire in USA

All’annuncio, come detto, erano presenti un certo numeri di dirigenti dell’Industria dell’auto americana fra cui il CEO di Ford, Mark Fieldes, la CEO di GM, Mary Barra, quello di Toyota Nord America, Jim Lentz e, naturalemnte, l’AD di FCA Sergio Marchionne. Durante l’incontro Trump ha ribadito come ritenga importante l’industria dell’auto per la creazione di nuovi posti di lavoro negli USA, chiosando un po’ polemicamente: "Mi auguro che presto costruirete anche qui nuove e moderne fabbriche così come avete fatto in Messico". In realtà, attualmente, non esiste nessun impegno ufficiale delle Case per investire ancora negli USA visto che, come ha rilevato il sito Edmunds, il 53,4% dei veicoli venduti negli Stati Uniti sono stati realizzati in un impianto statunitense, contro il 10,9% che viene dal Giappone, il 10,6% dal Messico, il 10,5% dal Canada, il 6,4% dalla Corea del Sud e il 4,1% dalla Germania.

Il colpo di coda di Obama

Qualche giorno prima dell’insediamento dell’amministrazione Trump, infatti, l'EPA aveva annunciato di voler mantenere intatti i severi obiettivi che impegnavano le Case a raggiungere l’indice di risparmio medio di carburante a 54,5 mpg (circa 4,3 l/100 km) entro il 2025. La decisione dell’ultima ora dell’EPA ha chiuso, dunque, la porta a una revisione intermedia degli standard, revisione che, invece, le Case speravano sulla scia del prezzo della benzina a 2 dollari al gallone e della "fuga" dei consumatori dalle macchine di piccola cilindrata. Tutti fattori che non erano presenti nel 2011, quando gli standard erano stati fissati. L’EPA ha stimato che, sotto l’amministrazione Obama i costi per soddisfare gli standard del 2025 sarebbero stati di circa 33 miliardi di dollari mentre gli effettivi benefici in termini di risparmio di carburante e sicurezza energetica di 98 miliardi netti. Logico ora come la decisione di Trump di riaprire il dibattito sulla revisione preoccupi democratici e ambientalisti. Il dibattito è dunque ripartito; da un lato le rappresentanze dei consumatori che ritengono la decisione di Trump sbagliata e dannosa per i loro rappresentati, dall’altro il Presidente e l’industria auto che premono per rivedere gli standard adducendo una previsione di troppo lungo termine e un obbiettivo di conservazione dei posti di lavoro. Su questa linea anche il direttore dell’UAW (United Automobile Workers), il principale sindacato dei lavoratori dell’industria automobilistica di Stati Uniti, Porto Rico e Canada che ha base a Detroit.

Marchionne è per la revisione

Sulla decisione di Trump è intervenuto anche personalmente Sergio Marchionne: "Qualunque sia l’esito mi sta bene comunque che parta il processo di revisione. Qualcuno ha provato a forzare i tempi – ha continuato l’AD di FCA – e non era l’intento stabilito quando abbiamo introdotto il termine del 2025. Eravamo tutti d’accordo che fra il 2017 e il 2018 ci sarebbe stata una revisione con la partecipazione dell’industria automobilistica. Di fatto nessuno ci ha invitato”. Marchionne ha criticato dunque la mossa di Obama di archiviare la revisione a un settimana dalla fine del suo mandato: "È come se qualcuno avesse tradito un accordo e a me non piace”. Per Marchionne è una questione di costi. FCA riuscirà sicuramente a rispettare i termini del 2025, ma a un prezzo. Quello che si chiede l'AD di FCA è se il consumatore si possa permettere di pagare per tutta la tecnologia necessaria da introdurre nelle auto e in così poco tempo.

[Foto: AP da foxbusiness.com]

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Tag: Attualità , auto americane , inquinamento , usa


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