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pubblicato il 15 marzo 2017

Scandalo emissioni, Renault accusata dalla stampa francese

Il quotidiano Liberation ha pubblicato un documento oggetto di indagine. La casa si difende e si dice innocente

Scandalo emissioni, Renault accusata dalla stampa francese

Alla Borsa di Parigi il titolo Renault è in calo (-2,9% in mattinata). A pesare sull’andamento sono le accuse del quotidiano Liberation sullo scandalo emissioni. In realtà niente di troppo nuovo: da un anno circa sappiamo che Renault è sotto indagine per verificare se ha truccato o meno i dati sulle emissioni dei suoi motori (una stretta che in Francia non riguarda solo questo costruttore e che è stata messa in atto dopo il Dieselgate Volkswagen). A fare scalpore è la pubblicazione del documento che nel 2016 l’Authority francese sulla concorrenza, il consumo e la repressione delle frodi (Dgccrf) aveva consegnato alla procura di Nanterre contenente i risultati delle indagini svolte in merito alle emissioni inquinanti di alcune Renault, che secondo l'accusa violerebbero i limiti stabiliti dalla legge francese sulla produzione di ossido d'azoto (NOx). I veicoli coinvolti sarebbero circa 900mila e la potenziale multa ammonterebbe a 3,5 miliardi di euro. Di ufficiale non c’è nulla e il documento non è mai stato reso noto prima d’ora perché oggetto di indagini ancora in corso (quindi non è neanche certo che quello di Liberation sia l’originale). Renault intanto si difende e continua a dirsi innocente.

Cosa c’è scritto nel documento

Nelle 39 pagine pubblicate sul quotidiano e scritte nel novembre 2016 si legge che “Renault ha ingannato i consumatori riguardo ai controlli effettuati e in particolare al controllo di omologazione sulle emissioni degli inquinanti […]. La società ha usato una strategia avente per obiettivo quello di falsare i risultati dei test”. Più in dettaglio la Renault Captur (Euro 6) le avrebbe emissioni superiori del 377% rispetto alla soglia consentita dalla legge, mentre la Clio IV (Euro 5) arriverebbe al 305%. “Questi risultati permettono di sospettare l’installazione di un dispositivo fraudolento che modifica appositamente il funzionamento del motore, al fine di ridurre le emissioni di NOx in specifiche condizioni durante i test di omologazione, affinché le emissioni rispettino i limiti di legge”, prosegue la nota.

La difesa di Renault

Il Gruppo Renault ha dichiarato di aver preso atto dell’articolo pubblicato e “non intende commentare una procedura di istruzione in corso, per definizione riservata, e alla quale, in questa fase, l’azienda non ha accesso. Renault non può, pertanto, confermare l’attendibilità, l’esaustività né l’affidabilità delle informazioni contenute nel suddetto articolo - si legge nella nota -. Renault dimostrerà di aver rispettato la normativa e fornirà tutte le spiegazioni ai magistrati incaricati dell’istruzione della pratica”. Il Gruppo Renault ha quindi ribadito che “nessuno dei suoi dipartimenti ha violato le regole, europee o nazionali, in tema di omologazione dei veicoli” e i sui veicoli “non sono equipaggiati con software di frode antinquinamento”. Da parte sua il costruttore continua a dichiararsi disponibile a cooperare pienamente con gli organi giudiziari nell’ambito di “un’inchiesta che pone problemi di interpretazione, tra le autorità europee e gli Stati membri, in merito alle norme che disciplinano le condizioni di omologazione dei veicoli”.

[Foto e fonte: liberation.fr]

Autore: Redazione

Tag: Attualità , Renault , auto europee , inquinamento , dall'estero


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