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pubblicato il 14 marzo 2017

Taxi, tutto sullo sciopero di giovedì 23 marzo

Ancora in forse l’incontro di lunedì 20 con Uber

Taxi, tutto sullo sciopero di giovedì 23 marzo

La protesta dei taxi va avanti. La polemica, esplosa con l'emendamento al Milleproroghe, non si è affatto smorzata. Il 21 febbraio il Ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, aveva garantito l’impegno del governo a regolare entro un mese il settore del noleggio con conducente e le 21 sigle sindacali avevano così accettato di sospendere la protesta e riprendere il servizio pubblico. In questi 30 giorni però non è cambiato nulla e i sindacati hanno indetto per giovedì 23 marzo uno sciopero di 14 ore. Intanto Uber, l’azienda californiana che in Italia opera con auto su prenotazione a Roma e a Milano, ha rotto il silenzio e chiesto un incontro con i sindacati dei tassisti per lunedì 20 marzo. Il quadro però, anziché chiarirsi, si è complicato. Ecco tutti i dettagli.

Sciopero dei taxi, info e orari

In una nota congiunta Fit Cisl taxi, Uil Trasporti taxi, Ugl taxi, Federtaxi Cisal e Usb taxi hanno spiegato così le motivazioni dello sciopero, indetto insieme a Uti, Unica Cgil, Unimpresa: “Ancora una volta siamo stati umiliati, il governo non è stato in grado di fornire alcun tipo di risposta a delle semplici domande, nascondendosi dietro la sovranità del parlamento. Sovranità però puntualmente calpestata quando si è trattato di salvare banche, grossi gruppi o interessi particolari”. Durante lo sciopero del 23 marzo i taxi resteranno fermi dalle ore 8.00 alle ore 22.00, saranno assicurati solo i servizi sociali, cioè il trasporto di anziani, portatori di handicap e malati.

L’incontro chiesto da Uber

Il general manager della divisione italiana di Uber, Carlo Tursi, ha scritto una lettera a tutte le sigle sindacali del settore taxi per chiedere un “incontro a porte chiuse” per lunedì 20 marzo, a Roma. Vogliamo “tentare la via del dialogo, aprendo le porte ad un confronto civile ed onesto”, si legge nella nota. “Per troppo tempo Uber è stata vista in contrapposizione al servizio taxi”, scrive Tursi, che vuole "guardare al futuro assieme", perchè a lungo "è stato speso tempo su un confronto che guarda solo indietro, penalizzando i consumatori che di questo non hanno colpe".

La reazione del Codacons e dei sindacati

Tra le prime reazioni all’appello di Uber c’è stata quella del Codacons, che ha chiesto di essere presente all’incontro e con toni piuttosto duri: “L’esclusione del Codacons dal confronto è un’offesa inaccettabile verso gli utenti e gli stessi clienti Uber”. I sindacati, invece, sempre rispondendo tramite la stampa, hanno fatto sapere in molti che non parteciperanno, ritenendo la proposta di Uber solo una mossa di marketing. Al momento non c’è alcuna adesione ufficiale. L’incontro quindi resta in sospeso.

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Tag: Attualità , scioperi , taxi , uber


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