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pubblicato il 13 marzo 2017

Parcometro senza bancomat, cosa dice la legge

Multe per divieto di sosta, facciamo chiarezza sui ricorsi

Parcometro senza bancomat, cosa dice la legge

Sta suscitando clamore su Internet una sentenza che riguarda le strisce blu. È di un Giudice di Pace di Fondi (Latina), che ha annullato la multa per divieto di sosta applicando la Legge stabilità 2016. Secondo un’interpretazione della norma, gli automobilisti, in mancanza di dispositivi (parcometri) attrezzati col bancomat, potranno ritenersi autorizzati a parcheggiare gratis e senza il rischio di essere multati. Un guidatore di recente, dopo aver parcheggiato la sua auto sulle strisce blu in zona Porta Roma, non aveva monete per pagare la sosta: non era neppure possibile saldare il debito col bancomat (né con le banconote). Niente ticket, e conseguente verbale di 41 euro. Di qui, il ricorso, vinto.

Cosa dice la regola

In base alla Legge stabilità 2016, entro il primo luglio dell’anno scorso, tutti i Comuni avrebbero dovuto abilitare i parcometri installati ad accettare i pagamenti con bancomat e carte di credito/debito. Stando a stime recenti, dei 25.000 parcometri presenti, quelli abilitati ai pagamenti elettronici e quindi conformi alla Legge Stabilità, sono il 50% (fonte Parkeon). Domanda: la sentenza crea un precedente? Chi viene multato per lo stesso motivo può fare ricorso e vedersi annullare la sanzione di 41 euro? Così sembrerebbe dire questa sentenza del Giudice di Pace, che si aggiunge a quella del magistrato di Treviso.

Cosa ne pensano i Comuni

In realtà, non esiste una risposta certa. Sentiamo anche l’altra campana: l’Anci, ossia l’Associazione dei Comuni italiani), secondo cui la norma in questione, l’articolo 15 del decreto 179/2012 comma 4, citato proprio nel comma 901 della Legge Stabilità 2016, “non ha carattere esclusivo, ma stabilisce che la sosta possa essere pagata anche in via elettronica. Cosa che non esclude il resto dei pagamenti, tramite monete, con il grattino (per le soste regolamentate), oppure online o via telefonino”. Il Comune sarebbe quindi legittimato a dimostrare di non aver potuto ottemperare all’obbligo per impossibilità tecnica oggettiva. Allo stesso modo la pensa l’Airpark, Associazione italiana tra gli operatori nel settore della sosta e dei parcheggi (facente parte dell’EPA-European Parking Association e di Confcommercio Mobilità): l’automobilista deve pagare perché, “in caso di parcometro non funzionante, la legge prevede che si debba cercarne uno funzionante. In caso di impossibilità nell’utilizzo di uno dei modi di pagamento, non è possibile esimere il cittadino dal pagamento stesso”.

Rischio batosta

Occhio quindi ai ricorsi. L'opposizione al Giudice di Pace si paga: 43 euro di tassa allo Stato. Che poi viene in teoria rimborsata (chissà quando) dal Comune in caso di vittoria. L’alternativa gratuita è il ricorso al Prefetto che però raddoppia la multa in caso di sconfitta dell’automobilista: 82 euro da sborsare. Chi decide di avventurarsi per vie legali sappia che esiste la possibilità di perdere. Ricordiamo comunque la possibilità di pagare con lo sconto del 30% se si salda il debito entro 5 giorni dalla notifica della multa a casa.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , multe


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