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pubblicato il 13 marzo 2017

Danni auto da buca, ecco chi paga

In Italia solo la metà delle strade è mantenuta come si deve. E' bene quindi sapere cosa fare in caso di brutti inconvenienti

Danni auto da buca, ecco chi paga

Il pulmino di scuola che passava sulla Strada provinciale 9 dovrà cambiare itinerario: troppe buche, quindi troppi pericoli per i bambini. Lo ha appena deciso il sindaco di Bescapè (Pavia), che aveva dato un lunghissimo tempo per mettere a posto i crateri, senza successo. Questo è solo l’episodio più recente di cattiva gestione delle strade italiane, testimoniata anche dall’analisi del Siteb, l’Associazione dei costruttori e manutentori delle strade: nel 2016 il consumo di asfalto in Italia è sceso nuovamente al minimo storico. Sono stati impiegati solo poco più di 22 milioni di tonnellate per costruire e tenere in salute le nostre strade. Risultato: in Italia si ha solo la metà delle necessarie attività di manutenzione e occorrerebbe un piano straordinario di almeno 40 miliardi di euro. Così, le probabilità che le nostre auto vengano danneggiate dalle buche sono elevatissime: vediamo come combattere la battaglia legale per ottenere il risarcimento.

Tre mosse

#1. Polizia. Non appena vi accorgete che l’auto è stata danneggiata da una buca provate quanto più possibile che la causa del guaio è un cratere. Chiamate le Forze dell’ordine, che verbalizzeranno l’accaduto: in città, sede principale degli incidenti di questo genere, dovrete contattare i Vigili. In più, fotografate con lo smartphone la zona, la buca, la parte della vettura danneggiata: pneumatici, cerchioni, ma pure ammortizzatori rovinati, parafango, così come le sospensioni. E perfino la coppa dell’olio.

#2. Lesioni. Occhio a non sottovalutare le lesioni fisiche: si tende sempre a minimizzare, ma con i crateri non si scherza. Le vibrazioni hanno effetti negativi sulla colonna vertebrale, figuriamoci l’asfalto gruviera con incidente. conto lievita, poi, in presenza di lesioni fisiche del guidatore in seguito a un’uscita di strada dovuta all’asfalto gruviera. Anche in questo caso, via alle prove: il referto del pronto soccorso, un certificato medico.

#3. Avvocato. Tramite un avvocato chiedete il risarcimento al gestore (di solito il Comune). Che potrebbe non rispondere o dire di no. Quindi, fate un atto di citazione all’amministrazione, che davanti al giudice giocherà la partita puntando sul caso fortuito. In parole povere, se voi foste andati lentamente avreste evitato la buca: il Comune ha fatto di tutto per curare le strade e non poteva riparare l’asfalto in un batter di ciglia. Dovrete dimostrare che, nel momento in cui siete sprofondati nel cratere, la vostra velocità era proporzionata al traffico e al tipo di strada. Insomma, si è trattato di un’insidia, un trabocchetto. Tanto più in una zona dove circolano anche mezzi pesanti, che impattano negativamente sulla strada.

Tutto molto soggettivo

Toccherà al giudice valutare se la colpa è del gestore o dell’automobilista. Si tratta di questioni delicate, soggette a mille interpretazioni: infatti, in materia, sono infinite le pronunce di tribunali di ogni ordine e grado. Fra i vari esiti delle cause, ce n’è uno semplice: non si viene risarciti al 100%, ma in una percentuale inferiore, per un concorso di responsabilità fra guidatore e gestore. Magari, il rimborso viene stabilito fuori dalle aule, in via stragiudiziale.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , assicurazioni


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