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pubblicato il 6 marzo 2017

Opel a PSA, cosa succede adesso

Per l'industria dell'auto si apre un nuovo capitolo, ecco le prime righe di questa storia

Opel a PSA, cosa succede adesso

Le voci sull’acquisto di Opel da parte di PSA si sono confermate fondate e l’accordo è stato ufficializzato. Lo scenario politico e industriale nel panorama auto è dunque cambiato e PSA è diventato il secondo Gruppo più grande in Europa dopo quello Volkswagen (parliamo di 4 milioni di auto prodotte all’anno e di una quota di mercato in Europa arrivata al 16% contro il 24% dei tedeschi di Wolfsburg). L’operazione da 1,3 miliardi di euro ha dato vita ad un gigante con 28 stabilimenti nel Vecchio Continente e oltre 200 mila dipendenti. A questo ptoposito potrebbe esserci una riorganizzazione e sia in Germania che in Francia quest'anno ci sono le elezioni; la materia quindi potrebbe diventare elettorale. Di certo c'è il fatto che il centro GM Powertrain Europe di Torino, un'eccellenza nello sviluppo dei motori diesel, è rimasto a GM. La situazione è molto delicata e in continua evoluzione, quello che si vede al momento è la punta di un iceberg.

L’importanza dei pianali condivisi

Prima di fare un passo in avanti, ne facciamo uno indietro. Quattro anni fa PSA ed Opel avevano stretto un accordo per l’uso della piattaforma francese Emp2; in pratica la nuova Citroen C3 Picasso, le Peugeot 3008 e 5008 e la DS 7 Crossback sono già imparentate con la Opel Crossland X. Lo stesso vale per la più piccola piattaforma Emp11 utilizzata per la nuova Citroen C3 e che in futuro si userà per le nuove Peugeot 208 e Opel Corsa. E’ lecito quindi immaginare che l'alleanza tra PSA e Toyota per produrre le piccole Aygo, C1 e 108 potrebbe presto coinvolgere Opel e far sì che la prossima Adam condivida il pianale con le nuove sorelle. A questo proposito è importante ricordare le parole del CEO di PSA Carlos Tavares sul posizionamento dei brand, che resterà invariato: "Non vogliamo modificarlo. Alcuni clienti preferiscono i marchi francesi, altri tedeschi, è un dato di fatto". Niente paura anche per gli accordi già in corso con la Holden e la Buick per alcuni modelli.

I guadagni stimati

L’accordo appena siglato, ancora soggetto all’approvazione degli organi competenti, è importante ovviamente anche dal punto di vista economico. Come sappiamo Opel non gode di ottima salute (l’anno scorso ha venduto 1,1 milioni di veicoli per un fatturato di 16 miliardi di euro, registrando una perdita di 257 milioni; in 16 anni, il conto ammonta a 15 milioni di dollari), adesso invece si parla di tre anni per tornare all’attivo e già entro il 2020 si prevede un margine operativo del 2%, che nel 2026 salirebbe al 6%.

Il futuro elettrico di Opel

Un aspetto chiave della collaborazione riguarda le auto elettriche e fuel cell. Il Gruppo PSA ha comunicato ufficialmente che potrebbe attingere dalle nuove soluzioni sviluppate dalla joint venture tra GM ed Honda. Inoltre, come avevamo già ipotizzato, il marchio Opel potrebbe essere dirottato verso le emissioni zero.

La prossima mossa di Marchionne

Adesso che l’intesa c’è stata, Sergio Marchionne - con i suoi 4,8 milioni di veicoli prodotti all’anno - potrebbe tornare a bussare al Renaissance Center, quartier generale di GM a Detroit, per chiedere a Mary Barra di sedersi ad un tavolo per dare vita a quello che diventerebbe il primo gruppo automobilistico mondiale. Come ricorderete le trattative nel 2015 erano fallite, ma adesso tutto è diverso e già nelle scorse settimane, quando era circolata la voce di un passaggio di Opel a PSA, il titolo di FCA era volato in Borsa. Anche oggi a Piazza Affari FCA è in rialzo ed è stato scambiato come il terzo miglior titolo della mattinata. Per gli analisti, infatti, “la fusione tra FCA e GM torna a essere fattibile in quanto senza gli asset europei non ci sono più sovrapposizioni di business”.

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