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Attualità

pubblicato il 8 marzo 2017

Dossier Bollo e Tasse

Documento unico, l’ultima beffa

Mini-riforma della burocrazia dell’auto, gli automobilisti sono disorientati. Come in passato

Documento unico, l’ultima beffa

La telenovela del Documento unico lascia l'amaro in bocca agli automobilisti. Quella che doveva essere una rivoluzione (voluta per legge dal ministro per la Semplificazione Marianna Madia) è stata infatti una mini-riforma. Di certo, ingloberà Carta di circolazione e Certificato di Proprietà. Stando a fonti governative avrebbe dovuto far risparmiare da subito 39 euro per ogni pratica di immatricolazione o passaggio di proprietà: si dovevano pagare 61 euro di Documenti unico contro gli attuali 100 euro dei due documenti, su un totale di 300 euro minimo di pratica (un piccolo risparmio). Dopodiché, a chi ha un'auto sono cadute le braccia. Nessun risparmio immediato; forse, qualche piccolo ritocco dal 1° gennaio 2018. O magari addirittura tutto come prima a livello di costi.

Cos'è successo

Impossibile sapere che cosa sia successo con precisione. Si può azzardare l'ipotesi che la Ragioneria generale abbia detto no, forse in vista di un prossimo aggiornamento delle tariffe. Magari in futuro potrebbe arrivare un'opinione del Consiglio di Stato. La soluzione finale più probabile è che l'aggravio dei costi della Carta di circolazione vada a compensare un (piccolo) risparmio che ne derivava nelle intenzioni. Scendendo nel dettaglio del burocratese, il vantaggio doveva arrivare da una tariffa unica che avrebbe sostituito i diritti di Motorizzazione e gli emolumenti PRA (Pubblico Registro Automobilistico, gestito dall'ACI). Il nuovo decreto legislativo approvato martedì 28 febbraio 2017, però, impone una tariffa "non superiore" alla somma di questi due oneri. Inoltre, con l'imposta di bollo dovuta sul rilascio del documento non dovranno esserci "impatti negativi sui saldi di bilancio". Tradotto in parole povere: zero risparmio.

Riformina misteriosa

Resta il mistero: a cosa serve una riformina del genere? Per ora, non si sa. I "significativi vantaggi" di cui parlava la legge Madia restano una pia illusione. Infine, restano separati i due archivi: Motorizzazione e PRA. Nessun archivio unico, previsto invece dalla legge. A meno che, scusate il gioco di parole, arrivi un secondo decreto che modifichi o integri il primo decreto, che ha attuato la legge Madia, che però aveva un contenuto diverso dal primo decreto stesso.

Quante belle promesse

Quella del Documento unico senza risparmi non è, comunque, l'unica promessa non mantenuta dai politici in materia di auto e dintorni. Si pensi alla riforma del Codice della Strada, alla rimodulazione del bollo auto (al contrario, con il Governo Renzi è arrivato il bollo per le auto storiche), a una legge sull'omicidio stradale efficace (è in vigore una strana versione che non convince), al controllo della Rca e della revisione tramite telecamere. Fino alla nuova IPT, l'Imposta che va alle Province e che davvero rappresenta un fardello per gli automobilisti: un peso ben diverso rispetto a quei 39 euro in meno promessi e non visti.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , aci


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