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Retrospettive

pubblicato il 5 marzo 2017

Porsche 911, i vent’anni della 996

E’ la prima 911 raffreddata a liquido, ma soprattutto è una vera “manna” per l’azienda tedesca

Porsche 911, i vent’anni della 996
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E’ successo a cantanti, pittori, poeti e scrittori, è accaduto anche alla 996: pochissima considerazione da “vivi”, rivalutazione postuma. In realtà, nel caso della prima 911 con motore raffreddato a liquido, sono ancora tanti quelli che la reputano una Porsche di serie B, una sorta di inciampo nel corso di un cammino trionfale. Eppure, ogni appassionato del marchio di Stoccarda deve tanto alla 996: frutto di un progetto completamente nuovo rispetto a quello su cui nasce la 993, permette di sviluppare anche la prima Boxster. E soprattutto è molto più profittevole per l’azienda; in altre parole, vendendo questa macchina Porsche guadagna più soldi di quanti ne mettesse in tasca, appunto, con la 993. E questa non è cosa da poco. Ok, l’argomento potrebbe suonare un po’ noioso, quindi lo si può girare così: senza la 996, Porsche avrebbe rischiato la chiusura. Scusate se è poco… Ok, ma cos’ha di “sbagliato” la 996 per meritarsi una cattiva fama?

Sound “impuro”

Prima “colpa” della 996 è il raffreddamento a liquido del motore. Sì, ancora nel 1997 la 911 (993) raffreddava il motore ad aria. Il che aveva - e conserva - un fascino più unico che raro, per il romanticismo che si porta appresso ma anche per il sound, che sulla 996 è inevitabilmente diverso. Meno puro, meno metallico, meno coinvolgente… Meno tutto. Obiezioni giuste, condivisibili, ma che lasciano un po’ il tempo che trovano: al di là di tutto, anche il rispetto delle norme anti-inquinamento sarebbe stato impossibile senza il raffreddamento a liquido. E poi con un miglior controllo delle temperature del motore si alza anche l’asticella delle prestazioni.

Design discutibile

Qui è difficile dar torto ai detrattori: la 996, con quei fari anteriori che gli anglosassoni amano paragonare a un uovo all’occhio di bue venuto male, è davvero “imperdonabile”. Un’idea di cui in Porsche si innamorano al punto da adottarla anche sulla Boxster. Frontale a parte la 996 è l’evoluzione naturale del modello: più grande della generazione che la precede, è caratterizzata dalle classiche forme con “lato B” bello voluminoso, la linea che dal tetto scende fino alla fine della macchina, i “rigonfiamenti” che partono dalla base del parabrezza e terminano nei fari anteriori e i passaruota voluminosi.

Interno moderno

Poi ci sali, sulla 996, e fai fatica a muoverle anche solo un appunto. Certo vista oggi i suoi vent’anni li dimostra tutti, ma rispetto alla 993 sembra letteralmente di un’altra epoca. Si evolve il design della strumentazione, pur nel rispetto della suddivisione in elementi circolari uno accanto all’altro, fa un netto passo in avanti l’elettronica di bordo al pari della qualità dell’assemblaggio e dei materiali. Ecco perché gli esemplari di 996 sembrano ancora nuovi, dentro, anche quando hanno superato i 100/150.000 km.

Un’auto per tutti i giorni

La rivalutazione della 996 passa anche dal rendersi conto che davvero questa è una macchina utilizzabile ogni giorno. Ok, anche la 993 lo era, ma qui il livello di comfort tocca dei livelli mai raggiunti prima. Stesso discorso per l’affidabilità, anche se in rete non mancano gruppi di detrattori pronti a enfatizzare ogni piccolo guasto del modello. E poi la sicurezza: non solo gli airbag diventano la norma, ma anche la struttura è molto più protettiva in caso di impatto.

Parola ai numeri

Il bello della 996 è che la “minoranza rumorosa” dei detrattori, degli haters, è riuscita a farsi ascoltare in un modo che i numeri non riflettono minimamente. Sapete quante 993 sono state vendute? 68.000. E quante 996? 175.000. Per dare un’idea, la 997 tocca quota 191.000. Sì, la 996 è la 911 della svolta, quella che fa diventare grande il modello in tutti i sensi. Alla luce di tutto ciò non stupisce che per gli esperti di valutazione delle auto storiche la Porsche in questione è destinata a veder crescere le proprie valutazioni; questo è un buon investimento economico, non è solo un gran pezzo di macchina. A proposito di investimenti, non bisogna dimenticare che è con questo modello che la gamma, letteralmente, “esplode” arrivando a coinvolgere versioni come la mostruosa GT2 e la pistaiola GT3, del 1999.

In sintesi: la 911 più rivoluzionaria

Lo avete capito, questa è la 911 più rivoluzionaria della storia. Il telaio è completamente nuovo e il tanto discusso motore è un 3.4 che porta la potenza base a un livello mai toccato prima: 300 CV. Dicevamo prima delle versioni: le più significative sono Carrera 4, Carrera 4S (simile alla Turbo nello stile), GT3, Turbo e GT2. Le potenze? La GT3 (3.6) ha 386 CV, la Turbo del 2001 ne ha 420 e la Turbo S 450 CV. Il restyling del 2002 migliora i fari ma non solo: il propulsore diventa infatti un 3.6 da 320 CV. Mi sono tenuto per ultimo il piacere di guida perché è giusto chiudere con quella che è “l’essenza” di una sportiva. Bene: nessuno, anche il più accanito dei detrattori, ha mai avuto il coraggio di affermare che la 996 non sia divertente, difficile al punto giusto, appagante come una vera Porsche 911 dev’essere.

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Tag: Retrospettive , Porsche , auto europee , auto storiche


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