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pubblicato il 28 febbraio 2017

Smog, blocchi del traffico e anti-diesel: cosa fa il resto d'Europa

La Germania adotta regole severe, Londra si fa pagare e la Norvegia incentiva l’elettrico

Smog, blocchi del traffico e anti-diesel: cosa fa il resto d'Europa

Lo smog è un problema sempre più serio. Secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2012 tre milioni di persone nel mondo sono morte prematuramente per via dell’elevato livello di polveri sottili nell’aria, che causa problemi all’apparato respiratorio e a quello circolatorio. Anche in Italia l’allarme è alto, soprattutto al Nord; nonostante i blocchi del traffico - che come sappiamo non sono risolutivi - e le restrizioni per i riscaldamenti in casa e nei negozi. Le auto tuttavia restano al centro del mirino e anche all’estero le amministrazioni locali e nazionali stanno adottando provvedimenti sempre più severi, soprattutto verso le auto diesel (qui vi spieghiamo perché vengono bandite). Ogni Paese ha la sua strategia: la Germania crede nel blocco delle auto più inquinanti; la Norvegia adotta la politica opposta e studia sempre più incentivi per le auto a basse emissioni; in Inghilterra, Londra chiede a chi inquina di pagare di più, mentre a Parigi le auto sono etichettate con dei bollini colorati in base a quanto inquinano. Intanto, la Commissione europea ha inviato un ultimo avvertimento a 5 Stati membri (Germania, Francia, Spagna, Italia e Regno Unito) perché non hanno affrontato le ripetute violazioni dei limiti di inquinamento e li esorta "ad agire per garantire una buona qualità dell’aria e salvaguardare la salute pubblica".

Norvegia, dal 2025 solo auto elettriche

In Norvegia circolano più auto elettriche che in tutta Europa. Nel 2015 sono arrivate a rappresentare il 22% del mercato, ma per l’amministrazione scandinava è ancora troppo poco. Oslo, che è arrivata a bandire le auto diesel nei giorni di maggiore allerta smog, si è data l’ambizioso obiettivo di immatricolare dal 2025 solo auto a zero emissioni o ibride. Per arrivarci il Parlamento ha in mente ancora più incentivi rispetto a quelli che ci sono oggi. Niente bando quindi, la Norvegia cerca di educare i suoi automobilisti dando loro agevolazioni di ogni tipo, come le tasse ridotte, i parcheggi gratuiti e la possibilità di utilizzare le corsie preferenziali.

Londra è sempre più costosa

Il 23 ottobre a Londra entra in vigore il T-Charge, dove la T sta per Toxicity. E' un inasprimento della congestion charge che fa pagare ai veicoli più inquinanti 11,50 sterline in più (circa 25 euro al cambio attuale) per entrare nella zona a traffico limitato della città. Stando alle stime il provvedimento interesserà 10.000 veicoli ogni giorno. Dal basso invece è nata un'iniziativa molto interessante che si chiama PigeonAir: in pratica alcuni piccioni sono stati "equipaggiati" con un dispositivo che controlla la qualità dell'aria di Londra e su internet o tramite app tutti possono leggere i dati in tempo reale; i dettagli li trovate qui. Nel frattempo, il governo inglese sta lavorando a degli incentivi per la rottamazione dei diesel più vecchi; un primo disegno di legge è previsto entro quest'anno.

La Germania va contro le diesel

Dal prossimo anno le auto diesel non Euro 6 saranno soggette a parecchie restrizioni a Stoccarda, la città di Mercedes e Porsche. Per combattere lo smog, che in quest'area della Germania si concentra anche per via della conformazione geografica (parliamo di una valle) si è scelto il pugno duro. E il problema dell'inquinamento non si ferma qui. La Germania è già stata ammonita dell'Unione europea perché le sue città hanno sforato il limite dei 35 giorni all'anno.

Parigi usa i bollini

Dal 2025 le auto diesel non potranno più circolare a Parigi (così come in altre città del mondo, qui vi spieghiamo perché). Intanto la lotta allo smog prosegue e la città francese ha adottato un nuovo metodo per classificare le auto che girano per le sue strade: i bollini colorati. Ce ne sono sei: il primo è verde ed identifica le vetture ibride ed elettriche che possono circolare sempre, mentre le altre sono soggette a limitazioni, così durante i blocchi del traffico sarà più facile multare chi sgarra. Ogni cittadino è obbligato a richiedere online il bollino da applicare sull’auto, anche se è straniero. In quest’ultimo caso 3,70 euro che diventano 4,80 richiedendo il recapito a domicilio. Tutte le informazioni le trovate su questa pagina del sito certificat-air.gouv.fr.

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Tag: Attualità , auto elettrica , blocco traffico , inquinamento , auto ibride , dall'estero


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