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pubblicato il 27 febbraio 2017

Dossier Bollo e Tasse

Documento unico, mini-risparmio forse dal 2019

Facciamo il punto sulle novità in arrivo per "burocrazia dell'auto"

Documento unico, mini-risparmio forse dal 2019

Il 23 febbraio 2017 la burocrazia dell'auto è cambiata. È arrivato un decreto del Governo che razionalizza i processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi. La Carta di circolazione, redatta su modello europeo, diventa il Documento unico di circolazione e di proprietà degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi ricadenti nel regime dei beni mobili registrati. Obiettivo: superare il doppio documento. Cioè la Carta di circolazione (rilasciata dalla Motorizzazione) e il Certificato di Proprietà (rilasciato dal Pubblico registro automobilistico, gestito dall'Automobile Club d'Italia). Ma tutto questo non avviene subito.

Da giugno 2018

Solo da giugno 2018 il doppio regime scomparirà. Il rilascio del Documento unico, che sostituisce i due documenti attualmente previsti, è effettuato dal ministero dei Trasporti, ferma restando la responsabilità, in capo a ciascuna amministrazione (ministero e PRA) dei dati in esso contenuti. Le carte di circolazione e i certificati di proprietà, anche in formato elettronico, già rilasciati mantengono la loro validità fino a che non intervenga una modifica dei dati dei veicoli che richieda l'emissione di una nuova carta di circolazione.

Finale diverso

Alla fine, l'Archivio unico di cui parlava la legge (la riforma del ministro Marianna Madia sulla pubblica amministrazione), non c'è. Il PRA resta, pur se depotenziato. La stessa legge parlava di significativi risparmi. In realtà, la nuova tariffa unica ammonterà a 30 euro anziché 10,2 euro dell'attuale tariffa motorizzazione e dei 27 euro dell'attuale tariffa Pra. Morale: oggi si pagano 101,2 euro per l'immatricolazione di un'auto nuova o il passaggio di proprietà di una vettura usata. Domani, costerà 62 euro, ossia 39,2 euro in meno. Poca roba, considerando che una pratica costa come minimo 300 euro: l'IPT è più viva che mai, ed è questa tassa che incide parecchio.

Altro problema: dal 2019

Ma quando gli automobilisti potranno avere questo sconticino? Forse dal 2019, perché serve un altro decreto. Quindi, la legge prevedeva un decreto, che rimanda a un secondo ulteriore decreto. Stando a indiscrezioni, sarebbe stato il ministero dell'Economia a insistere per lo slittamento del risparmio (mentre il ministero dei Trasporti premeva perché tutto fosse subito operativo): pare tema un minor gettito per le casse dello Stato di 100 milioni di euro l'anno.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , aci


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