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Attualità

pubblicato il 23 febbraio 2017

Dossier Bollo e Tasse

Documento unico, le polemiche sull'effettivo risparmio

Nuova burocrazia dell’auto dal 1° gennaio 2018, si discute di risparmi e tagli

Documento unico, le polemiche sull'effettivo risparmio

Nascerà un Documento unico di circolazione e proprietà: addio al vecchio Certificato di Proprietà, sia nella versione cartacea sia in quella digitale. Infatti, il decreto legislativo di attuazione di questa mini-riforma (voluta dal ministro per la Semplificazione Marianna Madia) approderà venerdì 24 febbraio 2017 in Consiglio dei ministri e sarà operativo il 1° gennaio 2018. Il risparmio per gli automobilisti ammonterà a 39 euro: 32 euro di "bolli" più 7 euro per una riduzione delle tariffe PRA (da 27 a 20 euro). Morale: per l’immatricolazione o il passaggio di proprietà di un’auto usata serviranno 62,2 euro anziché 101,2 euro attuali. Nulla di eccezionale, visto che parliamo di minimo 300 euro per una pratica automobilistica. La vera rivoluzione sarebbe arrivata con l’eliminazione dell’IPT, di cui si era accennato qualcosa. Questa novità sta scatenando però diverse polemiche e ha l’aria di essere come la benzina sul fuoco.

ACI Informatica sul piede di guerra

Per cominciare, ieri i lavoratori di ACI Informatica hanno organizzato un presidio presso il ministero per la Semplificazione. Nel mirino la bozza di decreto che realizza il Documento unico. Attraverso disposizioni che determinano una soppressione di fatto dell’archivio PRA "con conseguente perdita degli oltre 500 posti di lavoro di ACI Informatica (questa realizza in house i servizi informatici di ACI/PRA) e problemi occupazionali per altre centinaia di lavoratori delle altre società controllate dall'ACI e dell’indotto".

"Aggravio di costi di 100 euro"

Stando ad ACI Informatica, la mini-riforma "determina la perdita per il cittadino automobilista dei servizi erogati dai PRA per le pratiche automobilistiche e non presenti nelle attività della Motorizzazione". Qualche esempio: oggi c’è la possibilità di pagare a vista con moneta elettronica o in contanti (mentre rivolgendosi alla Motorizzazione bisogna andare a pagare agli uffici postali); attualmente ci sono i servizi a domicilio per gli utenti non deambulanti. "Questo degrado dei servizi comporterà per l'automobilista la necessità di rivolgersi alle agenzie private", un "aggravio di costi di circa 100 euro a pratica". Ricapitolando: secondo il Governo c’è un risparmio di 39 euro; secondo ACI Informatica, si spenderanno invece 100 euro in più.

"Lo Stato ci perde"

Inoltre, calcola ACI Informatica, la mini-riforma "produrrebbe un danno al bilancio dello Stato sia per mancati introiti derivanti dalla soppressione dei bolli per oltre 170 milioni l'anno, sia per il trasferimento dei dipendenti dell'ACI nel conto economico dello Stato", mentre oggi "si autofinanziano e non fruiscono di alcun stanziamento dello Stato".

PRA, quale ruolo

Sull’argomento è intervenuto anche l’Unasca (Unione autoscuole e studi di consulenza automobilistica): "Bene il documento unico, ma fare chiarezza sul ruolo del PRA come chiede l'Antitrust". Il Garante della concorrenza ritiene meritevole l’istituzione di un’unica agenzia o altra struttura sottoposta alla vigilanza del ministero dei Trasporti in cui far confluire le funzioni a oggi svolte da ministero e da ACI, "con conseguente introduzione di un’unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento contenente i dati di proprietà e di circolazione". La partita resta aperta, e non si sa quale sarà l’esito.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , bollo auto , aci


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