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Prototipi e Concept

pubblicato il 20 febbraio 2017

Dossier Concept Dimenticate

Ferrari FZ93, il Cavallino con le gobbe

Nel 1993 la Zagato preparò una "special" su base Ferrari Testarossa ispirata agli aerei militari e alle Formula 1

Ferrari FZ93, il Cavallino con le gobbe
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La firma di Zagato è stata apposta su una Ferrari per l'ultima volta nel 2007. L'occasione fu il modello di stile 550 GTZ Barchetta, realizzato a partire dalla 550 Barchetta, privo del tetto e quindi di un elemento tipico nella produzione del carrozziere milanese: la doppia gobba sul padiglione. Questo elemento di stile è un tratto comune alle Zagato fin dagli anni '50, introdotto per ribassare la linea del tetto senza pregiudicare l'abitabilità interna. La soluzione della doppia gobba si trova anche su un modello fra i più coraggiosi e anticonvenzionali della Zagato, la FZ93 del 1993, la terz'ultima Ferrari costruita in ordine di tempo dalla Zagato prima delle 575 GTZ (2006) e per l'appunto 550 Barchetta, da cui si allontana radicalmente in termini di stile e forme esterne: soltanto in alcune occasioni la Zagato si è cimentata con linee tese e spigolose, “violando” così una trazione basata sulle forme sinuose e tondeggianti.

Le F1 e gli aerei come fonte d'ispirazione

Il prototipo venne disegnato per l'occasione da Ercola Spada, che tornò a lavorare per la Zagato dopo la fortunatissima esperienza fra il 1960 e il 1969, quando immaginò alcuni modelli fra i più conosciuti dell'azienda milanese: Stola disegnò le Alfa Romeo Giulietta Sprint, 2600 SZ e soprattutto le Tubolare Zagato di prima e seconda generazione, che avrebbero ispirato la più recente TZ3. In questi casi le linee erano morbide e tondeggianti, con passaruota ben torniti e fari anteriori incassati all'interno della carrozzeria. La FZ93 ha invece tratti più decisi e spigolosi, a partire dal muso, che Stola tracciò ispirandosi alle monoposto da Formula 1 e ad alcuni aerei militari, come testimoniano il muso puntuto, le fiancate scavate e le grosse prese d'aria in corrispondenza delle portiere. I fanali in questo caso sono del tipo a scomparsa, montati però su tre livelli: nel paraurti si trovano le frecce laterali e luci supplementari.

Piccoli ritocchi dopo l'esordio

La coda della Ferrari FZ93 è anch'essa molto elaborata, complice il grosso estrattore dell'aria al centro del paraurti (serve per migliorare la resa aerodinamica) e il rivestimento a contrasto nella zona dei fari, che si rifà al pannello montato alla base del lunotto. I montanti anteriori sono molto inclinati, quelli posteriori stringono verso il centro e sul tetto si trovano le due tradizionali gobbette, meno accentuate che su altre vetture della Zagato. Il prototipo è basato sulla Ferrari Testarossa, quindi adotta il suo motore V12 4.9, rimasto invariato a differenza di alcuni particolari secondari: poco tempo dopo aver esibito la FZ93 per la prima volta, la Zagato rinunciò alla vernice rossonera in favore del più “istituzionale” rosso, eliminò i cerchi in lega bicolore (sostituiti da altri più tradizionali) e aggiornò il frontale, che passò da quattro a due sole luci. La Ferrari FZ93 è custodita a Milano presso il museo della Zagato.

Autore: Redazione

Tag: Prototipi e Concept , Ferrari , car design , auto italiane


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