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pubblicato il 20 febbraio 2017

Dossier Multe e Ricorsi

Multe, le due vie per fare ricorso

Come opporsi a verbali che ritenete illegittimi e "salvare" i vostri soldi

Multe, le due vie per fare ricorso

La "guerra" fra automobilisti e Comuni è destinata a diventare più aspra. Le amministrazioni locali fanno spuntare come funghi le telecamere per il controllo automatico (senza Vigili) delle infrazioni al Codice della Strada. Lo dimostra anche Milano, che fa un po' da da "locomotiva" per gli altri Comuni, i quali spesso seguono l'esempio di Palazzo Marino: è una città sempre più vigilata dal Grande Fratello, sotto forma soprattutto di autovelox. Posto che tutti gli enti locali installano macchinette automatiche solo per migliorare la sicurezza stradale, ci sono comunque numerosi casi quantomeno dubbi di applicazione delle normative. Un esempio su tutti? Le notifiche tardive e gli autovelox non tarati (sulla questione è intervenuta addirittura la Corte costituzionale a bacchettare i Comuni). Ecco allora come e quando fare ricorso.

Due strade. E un'aggiunta

#1. Giudice. Entro 30 giorni dalla notifica della multa (da quando vi arriva a casa oppure, caso più raro, da quando vi viene consegnata in mano), potete fare ricorso al Giudice di Pace competente per il luogo dov'è avvenuta l'infrazione. Quindi, per una violazione a Palermo, se abitate a Cuneo, dovrete rivolgervi al magistrato siciliano. Prima dell'opposizione siete obbligati a pagare una tassa allo Stato di 43 euro corrispondente (più o meno) al contributo unificato. Se vincete la multa è nulla, se perdete l'ammenda resta in genere quella originaria.

#2. Tassa caos. Specificate nel ricorso che - se vincete - avete diritto alla restituzione di quel denaro. In caso di vittoria al Giudice di Pace la tassa di 43 euro dovrebbe essere rimborsata dal Comune contro cui si fa causa. Con che modalità? Entro che tempi? Qui si entra nel campo dell'ignoto. Comunque, a seguito delle modifiche previste dalla legge 23/2014 e attuate dal decreto 156/2015 (in vigore dal 1° gennaio 2016), all'articolo 15 del decreto 546/1992 è stato aggiunto un nuovo comma 2-ter: "Le spese di giudizio comprendono, oltre al contributo unificato, gli onorari e i diritti del difensore, le spese generali e gli esborsi sostenuti, oltre il contributo previdenziale e l'imposta sul valore aggiunto, se dovuti". Il contributo unificato di 43 euro è incluso.

#3. Prefetto. Per non pagare la tassa di 43 euro c'è l'alternativa al Giudice di Pace: il ricorso al Prefetto, entro 60 giorni dalla contestazione differita (multa a casa) o dalla contestazione (più rara) immediata (il Vigile vi dà subito il verbale). È un'opposizione gratuita. Occhio però: se vincete la multa è nulla, ma se perdete l'ammenda raddoppia. Insomma, barattate la gratuità del ricorso col rischio di una stangata.

Da soli o con un avvocato?

È difficile consigliare se fare ricorso da soli o avvalendovi di un avvocato. Per trovare i due estremi: un conto è un banale divieto di sosta che invece non si è mai verificato; un altro conto una multa per eccesso di velocità con sospensione della patente. Per quanto riguarda il compenso del legale troverete di volta in volta l'accordo con chi vi assiste. In linea di massima, se si tratta di una contravvenzione pesante e di una situazione intricata, suggeriamo di farvi aiutare da un legale, meglio ancora se pratico della materia.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , multe


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