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pubblicato il 16 febbraio 2017

Inquinamento, Ue: "L'Italia deve agire subito"

La procedura di infrazione è giunta alla seconda fase e la palla passa al Governo. Il ministro Galletti, però, si dice fiducioso

Inquinamento, Ue: "L'Italia deve agire subito"

Alla fine è arrivato. Parliamo del parere motivato dell'Ue nei confronti dell'Italia, seconda fase di un provvedimento che potrebbe portare ad una multa da record qualora la Corte di giustizia europea decidesse di sanzionare il nostro Paese per il superamento dei limiti di emissioni inquinanti. In altre parole, si tratta di un ultimatum per il Governo italiano, che da ora ha due mesi di tempo per dimostrare quali sono le iniziative e le politiche che intende intraprendere per far fronte all'emergenza smog. 

Servono interventi radicali e lungimiranti

Il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, comunque, è ottimista. "Siamo convinti che la Commissione riconoscerà il nostro cambio di marcia". Un'azione di cambiamento che prevede il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali. "Governo, Regioni e Comuni hanno scelto di lavorare insieme per la qualità dell'aria e di farlo programmando misure finalmente strutturali". Perché, ovviamente, non si tratta di soluzioni rapide ed indolori, quanto piuttosto di cambiamenti di carattere politico, tecnologico e, per certi aspetti, culturale. I "semplici" blocchi del traffico, ormai lo sappiamo, non servono. Primo perché si tratta di soluzioni temporanee che non eliminano il problema alla radice, secondo perché in realtà la metà delle polveri sottili è prodotta dai sistemi di riscaldamento inefficienti e quindi, anche dopo lo stop ai veicoli più inquinanti, il livello di particelle dannose nell'aria non cala. E infatti, prosegue il ministro, "sono in fase di valutazione progetti da 35 milioni per la mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro. Stiamo andando avanti pure sui 50 milioni per la realizzazione di infrastrutture tra cui le colonnine di ricarica elettrica, sull'acquisto nazionale di mezzi pubblici ecologici e su tutto il fronte dell'efficienza energetica". Tra cui è compreso anche l'ecobonus fino al 2021.

Che la soluzione sia il gas?

Il nostro Paese, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, è colpevole di aver superato ripetutamente il limite massimo di biossido di azoto consentito dalle normative europee in diverse città, tra cui Roma, Milano e Torino. Stando ad una nota della Ue, le emissioni in oggetto "provengono per la maggior parte dal traffico stradale" ed è per questo che, tra le voci che si sono alzate per chiedere un intervento deciso da parte delle istituzioni, c'è anche il Consorzio Ecogas, che chiede un maggiore utilizzo dei carburanti di origine gassosa, notoriamente meno inquinanti rispetto ai combustibili fossili liquidi come benzina e gasolio. Proprio quest'ultimo, stando ai dati diffusi dal Consorzio, è responsabile dell'80% circa delle emissioni totali di biossido d'azoto, mentre un carburante gassoso emette circa il 10-20% in meno di CO2, l'80% in meno di NOX (sigla proprio del biossido d'azoto) e il 40% in meno di PM10 rispetto ad un diesel Euro 6.

Fonte: ANSA

Autore: Redazione

Tag: Attualità , inquinamento


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