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pubblicato il 16 febbraio 2017

Milleproroghe, ecco perché ha fatto arrabbiare i tassisti

In una norma inserita nel maxiemendamento al decreto c’è la "sanatoria pro Uber"

Milleproroghe, ecco perché ha fatto arrabbiare i tassisti

Chi doveva prendere un taxi oggi o semplicemente si trovava in alcune zone di Roma, Torino e Milano ha sicuramente visto il caos provocato dalla protesta dei tassisti. Ne parlano anche i telegiornali e le radio. I taxi sono in rivolta per la proroga della regolamentazione sui servizi taxi e Ncc contenuta nel maxi-emendamento interamente sostitutivo del Dl milleproroghe che, ottenuta la fiducia al Senato, ora passa alla Camera per essere convertito in legge entro il 28 febbraio. La proroga manda su tutte le furie i tassisti che operano nelle città dove è attivo Uber perché così si allungano i tempi per la regolamentazione di un settore - già in difficoltà - in cui da tempo è entrata a gamba tesa una realtà come la società americana, che con una app permette di riservare un’auto con autista, che però non ha la stessa licenza dei “colleghi” tassisti.

A Milano le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro urgente con il prefetto, mentre a Roma si è assistito a scontri tra gli addetti ai lavori (feroci liti a Fiumicino) e alcune strade sono andate in tilt per le proteste. L'Autorità di garanzia per gli scioperi ha chiesto informazioni urgenti alle Prefetture dei capoluoghi di Regione sulle manifestazioni che sono iniziate già ieri e “qualora tali manifestazioni dovessero apparire contrarie alle norme relative all'esercizio del diritto di sciopero (tra l'altro con riguardo al preavviso, la durata, l'informativa all'utenza, la garanzia dei servizi minimi) - aggiunge il garante - l'Autorità aprirà un procedimento di valutazione, anche al fine dell'adozione delle relative sanzioni".

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Tag: Attualità , taxi , uber


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