dalla Home

Home » Argomenti » Codice della Strada

pubblicato il 22 gennaio 2008

L’Italia del CONTROMANO

Dati inquietanti di un fenomeno in forte crescita

L’Italia del CONTROMANO

E' recentissima la notizia dell'ultimo episodio della specie, che ha visto come protagonista un automobilista settantunenne che nottetempo ha percorso contromano ben 120 chilometri della A1, nel tratto Bologna-Modena, seminando il panico e provocando due incidenti, il primo dei quali con una vettura della Polizia stradale. Fortunatamente gli effetti di questo involontario raid e dei due collegati incidenti, sono stati marginali rispetto alle potenziali conseguenze.

Ricordato l'episodio, cerchiamo di capire cosa stia succedendo sulla base dei risultati del rilevamento e conseguente segmentazione del fenomeno effettuata dall'Asaps. Gli episodi di questo tipo sono stati, nel primo semestre 2007, in tutto 71 distribuiti pressoché equamente fra giorno (39) e notte (32); il buio quindi facilita l'errore ma non in maniera così determinante come si potrebbe comunemente pensare.

Autostrade per l'Italia ha iniziato un'opera di miglioramento della segnaletica, in particolare di quella orizzontale, anche se forse occorrerebbe insistere anche su quella verticale con pannelli luminosi, immediatamente percepibili in particolare di notte, ma sopratutto sarebbe opportuno studiare un sistema di canalizzazione del traffico - valido notte e giorno - nel tratto corrente fra il casello e l'imbocco della direzione giusta. In questi brevi tratti di strada i due sensi di marcia sono spesso delimitati solamente dalla segnaletica a terra e ciò, probabilmente, per mantenere la possibilità di distribuire il numero dei caselli sull'uno o l'altro dei sensi di marcia in funzione delle esigenze di smaltimento del traffico.
Per mantenere tale elasticità, impedendo nel contempo errate scelte di corsia, potrebbe essere auspicabilel'utilizzo di barriere amovibili, quali quelle in plastica da riempire d'acqua, utilizzate correntemente nei cantieri stradali; una soluzione del genere sarebbe velocemente riconvertibile ed economica, rispetto alla posa in opera di barriere fisse tipo New Jersey.

Saltiamo a pié pari i casi nei quali l'aver imboccato una strada o un'autostrada contromano deriva da azioni criminose volutamente effettuate e passiamo ad un altro aspetto della ricerca Asaps, quello dell'alterazione dello stato psicofisico del conducente che, in circa il 32% dei casi (23 volte), é stato trovato in stato di ebbrezza mentre nel 17% dei casi (12 volte) risultava essere ultrasessantenne (analoga età aveva il protagonista del caso citato in apertura di articolo, oltretutto trovato dagli agenti alla fine dell'inseguimento in stato confusionale).

Se nel caso dell'alcol - o delle droghe - poco si può fare a parte una stringente opera di prevenzione e sorveglianza, nell'altro caso si potrebbe agire a monte con un maggior rigore nell'effettuare le visite mediche in occasione dei periodici rinnovi di patente, ma sopratutto nel richiedere serie certificazioni mediche che attestino il corretto stato psico-fisico del conducente (e questo non solo per le persone meno giovani ma per tutti coloro che debbono rinnovare il documento). Altra iniziativa da prendere, sempre a livello preventivo, dovrebbe essere l'obbligatorietà di segnalazione ai posti polizia degli ospedali, da parte del personale medico, di tutte quelle situazioni che possano creare situazione di pericolo, ad esempio un ricovero per droga o per epilessia di conclamata gravità; é di questi giorni la notizia di un incidente - un morto e tredici feriti - provocato da un malore occorso al conducente di un mezzo che ha travolto persone che assistevano ad una processione. Sembrerebbe - il condizionale è d'obbligo e va sottolineato - sia stato colto da una crisi epilettica e che questo incidente segua un altro accaduto per cause analoghe.
Sempre per restare in tema, in 3 dei 71 casi di guida contromano, i conducenti erano in stato di agitazione psico-motoria; tutti e tre i casi sono stati riscontrati in persone le quali, benché affette da patologie psichiatriche, erano regolarmente patentate.

Tutto questo dovrebbe far seriamente riflettere gli addetti ai lavori: è vero che la prima responsabilità è di chi commette l'infrazione e si fai i suoi bei chilometri contromano, tuttavia sarebbe ingiusto addossare, ipocritamente, tutta la colpa esclusivamente a costoro; esiste una filiera di responsabilità a monte ed a valle che va dalla superficialità delle visite mediche periodiche alla mancata segnalazione di quei casi la cui patologia costituisca, senza possibilità di equivoco, un sostanziale pericolo per il paziente stesso e per gli altri.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Attualità , codice della strada , sicurezza stradale


Top