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pubblicato il 10 febbraio 2017

Infiniti Q60, una coupé per farsi conoscere

Il suo scopo è quello di comunicare la sportività e la tecnologia del brand. Vediamo se ci riesce

Infiniti Q60, una coupé per farsi conoscere
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Tecnicamente, la Q60 è una coupé premium di segmento D. In pratica, è un’alternativa ad Audi A5 Coupé, BMW Serie 4 Coupé e Mercedes Classe C Coupé. Certo, in termini di numeri di vendita le tre tedesche sono inarrivabili, ma lo scopo di Infiniti con questa auto non è quello di fare volumi, ma di innalzare l’immagine del brand; detto che comunque le coupé di questo livello sono una nicchia da poche migliaia di unità all’anno, in Europa. Fatta la premessa, andiamo a vedere come si comporta la 2.0 turbo a benzina.

Com’è

La Q60 è molto Infiniti davanti, con la classica calandra lavorata, il cofano motore ricco di nervature e, in generale, uno spiccato sviluppo orizzontale che dà un senso di “schiacciamento” verso il basso. Dietro, la due porte giapponese ricorda vagamente la Mercedes Classe C Coupé (a proposito: il motore e il cambio della 2.0t sono di derivazione Daimler), in particolare nel taglio dei fari e del terzo volume. Quanto alla fiancata, è netta la differenza tra lo sbalzo anteriore e quello posteriore, che è più accentuato: un grande classico per le auto che di base sono a trazione posteriore. Altri due elementi di spicco della fiancata sono lo sfogo dell’aria dietro al passaruota anteriore e il montante posteriore con “taglio a mezzaluna” (come dicono in Infiniti) nella parte inferiore. Dentro, è al livello delle tedesche la qualità dei materiali e l’accuratezza dell’assemblaggio, mentre l’infotainment è un po’ più datato. Lo si vede per esempio dalla grafica del navigatore, ma anche da quella della strumentazione. Detto questo, le numerose funzioni dell’elettronica di bordo sono facili da utilizzare anche dopo poco che si è saliti in macchina. A non convincermi fino in fondo è la posizione di guida: bene il volante e le ampie regolazioni di cui gode, ottimo l’allineamento con pedaliera e sedile, ma la seduta resta un po’ troppo alta anche nella posizione più ribassata. Peccato, perché una coupé così sportiva la si vuole guidare il più possibile vicini all’asfalto.

Come va

In Infiniti vanno molto orgogliosi dello sterzo by wire, ovvero privo di collegamento meccanico tra volante e ruote (o meglio: un collegamento fisico rimane, per legge, ma solo come soluzione d’emergenza, in caso di black-out di quello elettronico). Questa soluzione permette di variare il rapporto di demoltiplicazione e, in ottica comfort, di non restituire al guidatore, tramite il volante, le irregolarità della strada. Ecco, da questo punto di vista devo dire che effettivamente il volante è sempre fermo e che peraltro le sospensioni assorbono benissimo le buche secche così come gli avvallamenti. E poi in città basta pochissimo angolo di volante, per svoltare. Se si spinge un po’ nel misto, però, ecco che vengono fuori tutti i limiti di una tecnologia forse ancora un po’ “acerba”: l’elettronica non riesce a instaurare un buon feeling tra l’uomo e la macchina. Non solo non si riesce a capire quello che sta succedendo sotto le ruote anteriori, ma la sterzata non è progressiva, col risultato che è difficile “pennellare” traiettorie pulite. Attenzione: non è una questione di prestazione pura o di tempo sul giro in pista: sulla Q60 manca quella fiducia che da un’auto di questo livello si dà per scontata. Per il resto, il motore - turbo a benzina, a iniezione diretta - spinge bene ai bassi e allunga senza indecisioni fino a 6.500 giri, supportato da un cambio automatico a7 marce che è rapido nei passaggi di marcia e ben tarato nell’elettronica di gestione.

Curiosità

Premium significa - anche - attenzione a dettagli come la qualità dell’audio: sulla Q60 è disponibile un impianto Bose Performance Series a 13 altoparlanti, progettato su misura per l’acustica dell'abitacolo della Q60. Non solo: l’attenzione per il dettaglio si è spinta fino al design degli altoparlanti, che riprende il più recente design “industriale” Bose Performance Series.

Quanto costa

Il prezzo di partenza, relativo alla 2.0 turbo a trazione posteriore in allestimento Premium, è di 46.900 euro, ma di serie ci sono già il doppio touch screen, il cruise control, i sensori di parcheggio posteriori, il controllo attivo del rumore e tanto altro. Costa 49.400 euro la Sport, 53.400 euro la Premium Tech e 55.900 euro la Sport Tech provata. La 3.0 4WD? Parte dai 62.400 euro della Sport, per arrivare ai 68.900 della Sport Tech.

La scheda

Versione provata: 2.0t Sport Tech
Potenza: 211 CV
0-100 km/h: 7,3 secondi
Consumo medio: 6,8 l/100 km
CO2: 156 g/km
Velocità massima: 235 km/h

Scheda Versione

Infiniti Q60
Nome
Q60
Anno
2016
Tipo
Premium
Segmento
medie
Carrozzeria
coupé
Porte
2 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Infiniti , auto giapponesi


Listino Infiniti Q60

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
2.0t Premium Tech auto posteriore benzina 211 2 4 € 53.400

LISTINO

3.0t S Sport auto AWD 4x4 benzina 405 3 4 € 62.400

LISTINO

3.0t S Sport Tech auto AWD 4x4 benzina 405 3 4 € 68.900

LISTINO

 

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