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pubblicato il 9 febbraio 2017

Prezzi benzina, possibile rincaro di 2 centesimi per il terremoto

Ipotesi aumento accise sul carburante per correggere il deficit pubblico 2016

Prezzi benzina, possibile rincaro di 2 centesimi per il terremoto

Premesso che il Governo deve assolutamente trovare le risorse per aiutare chi è in difficoltà (anche per fronteggiare l'ultima emergenza terremoto), suscitano polemiche le più recenti illazioni legate a un aumento delle accise sul carburante, anche a favore delle vittime del sisma del Centro Italia. Diverse associazioni dei consumatori, i benzinai e gli autotrasportatori sono sul piede di guerra. Si vocifera di un rincaro di 2 centesimi di euro, con l'obiettivo di correggere il deficit pubblico 2016, e “raffreddare” il confronto con la Commissione europea che minaccia una procedura d'infrazione. In parallelo, il Governo deve fronteggiare mercati sempre più “agitati”, e magari fare i conti con una mega multa di un miliardo di euro all'Italia, incapace di mettere un freno allo smog.

Due conteggi veloci

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha annunciato a Bruxelles, e confermato in Parlamento, che il ritocco delle accise ci sarà. Ma quanto potrebbe incassare il Governo con 2 cent di accise? Ogni centesimo di aumento dell'accisa (su cui si paga pure l'IVA), produce un gettito di 400 milioni di euro l'anno. Tasse che si sommerebbero alla montagna di balzelli già pagati su un litro di benzina. Ecco l'elenco da incubo, anche perché sono spesso misure in origine provvisorie, per tamponare un'emergenza, e poi divenute definitive.

➤ 1,90 lire (0,000981 euro) per il finanziamento della guerra d'Etiopia del 1935-1936;
➤ 14 lire (0,00723 euro) per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
➤ 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;
➤ 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo l'alluvione di Firenze del 1966;
➤ 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968;
➤ 99 lire (0,0511 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;
➤ 75 lire (0,0387 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980;
➤ 205 lire (0,106 euro) per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
➤ 22 lire (0,0114 euro) per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
➤ 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
➤ 0,005 euro per l'acquisto di autobus ecologici nel 2005;
➤ 0,0051 euro per far fronte al terremoto dell'Aquila del 2009;
➤ da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
➤ 0,04 euro per far fronte all'arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
➤ 0,0089 euro per far fronte all'alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
➤ 0,082 euro (0,113 sul diesel) per il decreto Salva Italia nel dicembre 2011;
➤ 0,02 euro per far fronte ai terremoti dell'Emilia del 2012.

Quanto pesano le accise

E così, oggi, un litro di benzina costa 1,546 euro (fonte ministero dello Sviluppo economico alla più recente rilevazione, ossia del 6 febbraio 2017). Di cui 1,007 di componente fiscale (il 65%) e 0,539 euro di componente industriale (il 35%). Inclusa IVA al 22%, e senza contare le addizionali regionali. Qualcosa di analogo per il gasolio: un litro costa 1,398 euro, di cui 0,87 di tasse.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , carburanti , tasse


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