dalla Home

Mercato

pubblicato il 8 febbraio 2017

Trump: in caso di dazi rincari fino a 17 mila dollari per le auto di importazione

Secondo uno studio a rimetterci di più sarebbero Jaguar-Land Rover, Volvo e Volkswagen

Trump: in caso di dazi rincari fino a 17 mila dollari per le auto di importazione

Non c’è niente di certo, per ora, ma i dazi sulle importazioni di cui sta parlando il nuovo Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, già danno qualche pensiero alle case auto che producono all’estero. E c’è chi ha fatto i calcoli. I ricercatori della Baum & Associates LLC hanno stimato che a perdere di più da un’eventuale politica fortemente protezionista sarebbe la Jaguar-Land Rover, i cui listini al pubblico americano arriverebbero a costare ben 17mila dollari netti in più per ogni auto (15.971 euro circa al cambio attuale). E’ una cifra molto alta, giustificata dal fatto che si tratta di auto di lusso non assemblate negli USA. Pertanto, se così dovesse essere, è lecito aspettarsi che le case auto potrebbero modificare i propri piani, abbassare il margine di profitto o cercare nuove alleanze per fabbricare negli Stati Uniti, mentre l’Europa potrebbe rispondere a Trump con altri dazi sulle importazioni nel nostro Continente. Alcune ricerche stimano intanto che, se i dazi diventassero realtà, si potrebbero creare circa 50mila nuovi posti di lavoro per produrre 1 milione di veicoli in più. Ma l’aumento medio dei listini di 2.500 dollari per vettura potrebbe ridurre le immatricolazioni di circa 2 milioni di auto all’anno (su un mercato da circa 17,47 milioni di veicoli).

Dazi d’importazione, ecco chi rischia di più

Nella classifica stilata dalla Baum & Associates LLC (in cui però non è spiegata la metodologia) a rischiare di meno sono ovviamente i marchi americani, ma solo uno avrebbe da temere “zero”: Tesla, che produce tutto in California. Gli unici listini a rimanere intatti quindi sarebbero quelli della Model S o della Model X. Le altre americane, invece, dovrebbero fare i conti con un piccolo aumento: Ford vedrebbe salire i listini di circa 282 dollari (264 euro ca) per vettura e General Motors di 995 dollari (897 euro ca; questo perché producono anche all’estero. Tra le meno colpite ci sarebbe anche Fiat Chrysler (1.691 euro ca), le cui vendite negli USA sono costituite circa per il 60% da vetture prodotte sul suolo nazionale. A pagare di più, oltre a Jaguar-Land Rover, sarebbero invece Volvo e Volkswagen, rispettivamente con una media di 7.600 (7.140 euro) e 6.800 dollari (6.388 euro) a pesare sui listini.

Le conseguenze all’orizzonte

Anche di fronte a questi calcoli non tutte le case auto stanno pensando a come reagire nel caso di una conferma; almeno stando alle dichiarazioni rilasciate da Honda e Mitsubishi. C’è però un fatto: alcuni si sono già mossi. Ford ha cancellato il piano di espansione in Messico ed ha dirottato gli investimenti in Michigan (dove creerà circa 700 nuovi posti di lavoro). FCA investirà 1 miliardo di dollari creando 2mila posti di lavoro entro il 2020 e GM ha pronto un miliardo di investimenti. Non a caso i loro amministratori delegati sono stati i primi a sedersi a tavola, per colazione, con Trump. Anche ad Elon Musk conviene restare fedele al Presidente, mentre altri costruttori potrebbero allinearsi nei prossimi mesi. Subaru, Mitsubishi, Hyundai e Kia potrebbero considerare un incremento della loro produzione negli USA; lo stesso dovrebbero fare Jaguar-Land Rover o Volvo per restare competitive. E in effetti Volvo si sta già muovendo in questa direzione: la S60 berlina sarà costruita in una nuova fabbrica in Sud Carolina dal 2018. Molto poi dipenderà dall’andamento stesso del mercato americano. Se, ad esempio, le vendite dovessero diminuire, FCA potrebbe accelerare i tempi sul suo investimento in Michigan e Volkswagen decidere di aprire una nuova fabbrica. Nissan invece potrebbe puntare di più su altri mercati e promuovere le proprie vetture assemblate in Messico in paesi dell’America latina. Tutto dipenderà da cosa, alla fine, deciderà Donald Trump.

La classifica con gli aumenti sul listino

1. Jaguar Land Rover: incremento 17.000 dollari (15.971 euro)
2. Volvo: incremento 7.600 dollari (7.140 euro)
3. Volkswagen: incremento 6.800 dollari (6.388 euro)
4. Mitsubishi: incremento 6.500 dollari (6.106 euro)
5. Mazda: incremento 6.000 dollari (5.636 euro)
6. Mercedes: incremento 5.000 dollari (4.697 euro)
7. BMW: incremento 4.500 dollari (4.227 euro)
8. Subaru: incremento 4.300 dollari (4.039 euro)
9. Hyundai - Kia: incremento 2.800 dollari (2.630 euro)
10. Toyota: incremento 2.600 dollari (2.442 euro)
11. Nissan: incremento 2.300 dollari (2.160 euro)
12. Fiat Chrysler: incremento 1.800 dollari (1.691 euro)
13. Honda: incremento 1.600 dollari (1.503 euro)
14. GM: incremento 955 dollari (897 euro)
15. Ford: incremento 282 dollari (264 euro)

Autore:

Tag: Mercato , immatricolazioni


Top