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pubblicato il 7 febbraio 2017

Rottamazione multe, ecco come funziona

Con i vecchi verbali da rottamare è caos, ecco quello che c'è da sapere

Rottamazione multe, ecco come funziona

Tutto ha inizio a novembre 2016, quando il Governo Renzi annuncia la rottamazione delle vecchie multe date dai Comuni. Si parla di quei verbali per infrazioni al Codice della Strada, che non sono stati pagati dagli automobilisti entro 60 giorni dalla notifica effettuata dal Comune. In casi del genere, l'amministrazione locale recupera i crediti tramite Equitalia, l'ente riscossore, che invia la cartella esattoriale al proprietario della vettura: si paga il doppio della contravvenzione, più l'aggio (il lavoro del riscossore), più le maggiorazioni (la "mora" del 10% ogni sei mesi ), più le eventuali spese di esecuzione e le spese di notifica della cartella. Con la rottamazione annunciata dall'ex Esecutivo, in teoria non si pagano né gli interessi né le maggiorazioni, sempreché il Comune dia l'ok. La definizione agevolata si applica alle somme riferite ai carichi affidati a Equitalia tra il 2000 e il 2015: significa che, in quel periodo, il Comune ha incaricato il riscossore di andare a recuperare il denaro. Ma il c'è un problema, come leggete in basso.

Qual è il guaio

Erano 4.725 i Comuni italiani chiamati a decidere entro l'1 febbraio 2017 se applicare anche sul proprio territorio la possibilità di rottamare le ingiunzioni per tributi locali e multe stradali. Quali Comuni? Quelli che per il 2016 hanno deciso di non servirsi di Equitalia per l'attività di riscossione, curando l'attività di riscossione coattiva attraverso l'affidamento a propri uffici, a concessionari o a società "in house".

Serve tempo

Sulla questione, è intervenuta l'Associazione dei Comuni (Anci): "Chiediamo un altro mese per chiarire cosa i Comuni devono fare per aderire alla rottamazione delle cartelle esattoriali. Si tratta di una rottamazione fatta in maniera un po' frettolosa, giacché allo stato attuale il provvedimento non divide chi non paga per effettive difficoltà da chi invece ci marcia. Un mese sarebbe il tempo necessario per rivedere tanti aspetti trascurati".

La questione Milano

Poi, resta da vedere cosa decidano i Comuni che si appoggiano a Equitalia. Tutto è reso ancora più complicato dalla questione Milano, Comune le cui decisioni sono sovente seguite da altre amministrazioni. Palazzo Marino non aderirà alla facoltà, concessa dal Governo alle amministrazioni locali, di accedere alla procedura di definizione agevolata, ovvero la facoltà di annullare le sanzioni applicate a multe e tributi notificati (sulle infrazioni al Codice della strada, Tasi, Tari, Imu e una serie di altri oneri). Il motivo? La rottamazione "produrrebbe una chiara disparità di trattamento a danno di chi ha regolarmente pagato".

Morale: informarsi presso il Comune

Ricapitolando: la legge nazionale c'è, e ogni Comune si regola come crede. Molte amministrazioni locali però non hanno ancora deciso il da farsi. L'automobilista, per forza di cose, deve informarsi presso il Comune che gli appioppato le vecchie multe non pagate; e, nel caso quell'ente aderisca alla rottamazione, fare due conti e valutare quale strade seguire. Una burocrazia che si conferma quanto mai farraginosa e complicata.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , multe


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