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Prototipi e Concept

pubblicato il 6 febbraio 2017

Dossier Concept Dimenticate

Opel Insignia concept, l'ammiraglia con il deumidificatore per sigari

Presentata nel 2003 a Ginevra, combinava le linee di una hatchback con quella di una coupé

Opel Insignia concept, l'ammiraglia con il deumidificatore per sigari
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Qualche settimana fa è stata presentata la seconda generazione della Opel Insignia, l'ammiraglia del marchio tedesco che il nostro Giuliano ha guidato in anteprima quando ancora era nascosta dalle camuffature. L'erede della Vectra ha cercato di unire, sin dal suo esordio del 2008, le linee filanti di una coupé con la praticità di una berlina. In origine, però, non era stata concepita come una "tradizionale" tre volumi, bensì come una grossa hatchback (seguendo un po' la filosofia della Signum) caratterizzata da un look moderno e simile, per certi versi, a quello di un crossover sportivo per via dell'altezza da terra.

Una linea che ha lasciato il segno

La macchina del tempo ci riporta al 2003, a quel Salone di Ginevra dove Opel, marchio che in quegli anni non se la passava granché bene, scommetteva sul proprio futuro con un concept di ammiraglia "fuori dagli schemi". A partire dal nome, Insignia, del tutto inedito. Per cominciare, via il terzo volume. La linea del tetto scende morbidamente fino al paraurti posteriore, un po' come sulla concept di Bugatti, la Galibier. Al vano bagagli della Insignia concept si accede tramite un ampio portellone oppure attraverso il lunotto apribile separatamente. Davanti, il frontale è dominato dall'enorme griglia satinata, la stessa che, in maniera "ingentilita", sarà ripresa dall'Insignia di serie. I fari sono delle unità full LED e, per quanto adesso non sembri una cosa eccezionale, 14 anni fa una tecnologia di questo tipo non era poi così scontata. Nella vista laterale, quello che salta subito all'occhio è la grandezza dei cerchi, da ben 21", e l'assenza delle maniglie posteriori. Al divano della Insignia concept, infatti, si accede tramite due portiere scorrevoli che si attivano tramite la pressione di una leva alla quale si arriva solo una volta aperto lo sportello anteriore. Questa scelta, tipica di una coupé, contribuisce ancora di più a dare al prototipo il look di una granturismo sportiva. Infine, al posteriore, fanno la comparsa due sottili fanali, praticamente identici a quelli della spider GT del 2006.

Salotto dal cuore sportivo

Un'ammiraglia non è tale se non "coccola" i suoi occupanti. E la Insignia concept non fa eccezione, con un abitacolo che è letteralmente un tripudio di materiali di altissima qualità. Radica, alluminio e pelle sono accostati in uno stile che "mixa" elementi ultramoderni e minimalistici con altri che si rifanno alle auto classiche. Particolarissimo il quadro strumenti, con gli indicatori illuminati da luci a LED blu che creano un'atmosfera futuristica. I comandi della plancia sono nascosti da pannelli in nero lucido, mentre tutto il tunnel centrale, compresa la leva del cambio automatico, è rivestito in pelle marrone. E, proprio nel tunnel, nascosto da uno sportello di legno, c'è persino un portasigari con deumidificatore. Roba che neanche le Rolls-Royce. Dietro, invece, c'è un vano per lo champagne, due flute e persino qualche DVD per allietare il viaggio. Un viaggio che, comunque, è già reso piuttosto interessante dal motore che c'è sotto il lungo cofano della Insignia concept, e cioè un V8 "preso in prestito" da una Corvette. Con una potenza di 349 CV, un automatico a sette marce, la trazione posteriore e le sospensioni idropneumatiche, Opel aveva messo in campo tutto il meglio per garantire alla sua ammiraglia una guidabilità degna di questo nome. E le prestazioni lo confermano: 0-100 km/h coperti in meno di 6" e una velocità, limitata elettronicamente, di 250 km/h. La Insignia non è mai arrivata sul mercato con queste forme, ma il concept del 2003 ha fatto da apripista per tutti i modelli degli anni a venire.

Autore: Redazione

Tag: Prototipi e Concept , Opel , auto europee


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