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pubblicato il 2 febbraio 2017

Smog, inquinamento e blocchi del traffico, imparare dalla California si può

Più di 200.000 vite salvate in cinquant'anni con grandi investimenti e regole severe

Smog, inquinamento e blocchi del traffico, imparare dalla California si può

In inverno alcune grandi città italiane come Roma, Napoli, Milano e Torino sono coperte da una cappa di smog e inquinamento atmosferico che deriva in parte dalle emissioni allo scarico delle automobili. A causa delle ormai famigerate polveri sottili siamo costretti a subire blocchi del traffico sempre più prolungati, a rischiare una multa da un miliardo di euro da parte della Ue, ma quel che è peggio a respirare un'aria sempre più carica di inquinanti nocivi per la salute. Questa situazione "stagnante" come l'atmosfera delle nostre metropoli necessita di interventi strutturali e pianificati (vedi il dopo Euro 6) che possano superare la fase emergenziale dello stop alle auto, qualcosa che all'estero fanno da tempo e che prende come modello quanto fatto in California negli ultimi cinquant'anni. Come spesso accade basterebbe copiare le buone iniziative altrui, o almeno seguire le linee guida di chi, come appunto la California, combatte da anni la sua guerra contro l'inquinamento atmosferico e ottiene risultati tangibili.

Smog, un problema antico

Per chi non lo sapesse, infatti, lo stato americano, soprattutto la Southern California con Los Angeles, San Diego e Santa Barbara è alle prese con lo smog addirittura da secoli, non ha ancora vinto la difficile guerra, ma ha fatto molto per migliorare la situazione sfavorevole imposta dal clima locale andando ad agire anche sulle emissioni delle auto private. E' per questo che le normative più severe in tema di emissioni allo scarico sono nate prima in California, poi si sono diffuse in tutti gli Stati Uniti e il mondo intero ne ha seguito l'esempio. Vediamo come tutto ha avuto inizio. Senza indugiare sulle proverbiale notte dei tempi diciamo che già nel 1542 la baia di Los Angeles era chiamata "Baya de los Fumos" per la nebbia e il fumo che avvolgeva la zona e da allora le cose sono cambiate prima in peggio e poi un po' in meglio. Il problema della megalopoli californiana è proprio la posizione in una conca con scarso ricambio d'aria, pochissima pioggia e il temuto fenomeno dell'inversione termica che schiaccia verso il basso gli inquinanti creando una perenne foschia; in pratica qualcosa di simile a quanto accade a Roma o Milano.

Il CARB nasce nel 1967 con la firma di Ronald Reagan

Già negli anni Quaranta del secolo scorso gli abitanti di Los Angeles e dintorni iniziarono a manifestare problemi di salute legati agli eccessivi livelli di polveri, particolato e ozono nell'aria. La situazione divenne ancora più seria negli anni Cinquanta e Sessanta con il boom della motorizzazione di massa, fatto che portò le autorità locali e federali a regolamentare i controlli sugli scarichi e la qualità dell'aria. L'ormai famoso Clean Air Act del governo statunitense è del 1963 e già nel 1967 l'allora governatore della California e futuro Presidente, Ronald Reagan crea il California Air Resources Board, ovvero il CARB che negli ultimi tempi ha affiancato l'EPA americana nelle indagini sul caso emissioni Volkswagen ed FCA. I nostri lettori non più giovanissimi ricorderanno che già negli anni Settanta e Ottanta le automobili venivano costruite per rispondere alle stringenti richieste anti inquinamento della California o modificate alla bisogna con marmitte catalitiche, iniettori, sistemi di recupero dei vapori di benzina e altro. Proprio nella West Coast americana è nato nel 1990 il primo piano progressivo di sostegno e diffusione delle auto a zero emissioni. Le diciture LEV, ULEV, SULEV, PZEV, AT PZEV e ZEV indicano gradi sempre crescenti di "pulizia" delle auto e sono state adottate da molti altri stati USA.

Tanta spesa, tantissima resa in salute e vite umane

Questi enormi sforzi imposti all'industria dell'auto e agli stessi automobilisti per rinnovare il parco circolante hanno però portato alcuni risultati interessanti sul lungo periodo, anche se non definitivi per risolvere il problema. Facendo il confronto a distanza di quarant'anni, dal 1962 al 2012, vediamo infatti che in California le concentrazioni di composti organici volatili (benzene e clorofluorocarburi tipicamente dalle auto) sono scese di cinquanta volte e allo stesso modo si sono ridotte dal 70 all'80% le concentrazioni di ossidi di azoto e ozono. Secondo uno studio portato avanti dalla stessa agenzia federale per l'ambiente (EPA) il costo di questa poderosa iniziativa di pulizia dell'aria intrapresa col Clean Air Act fra gli anni Settanta e Novanta è costata ai clienti e contribuenti americani la bellezza di 523 miliardi di dollari (quasi 487 miliardi di euro); i vantaggi sono invece quantificabili in circa 205.000 morti premature in meno e in un numero ancora maggiore di malattie polmonari e cardiache evitate, con un beneficio per la collettività di quasi 22.000 miliardi di dollari, ovvero 20.500 miliardi di euro. Con simili risultati sarebbe davvero il caso di pensare anche da noi ad una seria politica di investimenti per l'abbattimento delle emissioni, sia per le automobili che per l'industria, i veicoli commerciali e i riscaldamenti domestici.

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Tag: Curiosità , auto americane , inquinamento , dall'estero , usa


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