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pubblicato il 31 gennaio 2017

Radiotaxi, l'Antitrust indaga

Istruttorie nei confronti delle principali società per possibili intese restrittive della concorrenza

Radiotaxi, l'Antitrust indaga

Nessun giudizio, nessuna condanna, ma un faro acceso dall'Antitrust su alcune società di radiotaxi per indagare: lo scopo è quello di snidare possibili intese restrittive della concorrenza. Tutto è partito da una segnalazione della società Mytaxi Italia e così adesso ci sono due procedimenti istruttori nei confronti delle principali società di gestione del servizio radio taxi a Roma: Radiotaxi 3570, Cooperativa Pronto Taxi 6645, Samarcanda. Ma anche a Milano: Taxiblu, Yellow Tax Multiservice, Autoradiotassi.

Esclusiva, ecco il problema

Il cuore della questione sono le clausole di esclusiva contenute negli atti che regolano i rapporti tra le società di gestione del servizio di radiotaxi e i tassisti soci/aderenti. Queste clausole, se applicate a una percentuale maggioritaria dei tassisti in un dato ambito territoriale (come accade a Roma e Milano), appaiono idonee a ostacolare l'utilizzo simultaneo da parte dei singoli tassisti di vari intermediari per la fornitura di servizi di raccolta e smistamento della domanda del servizio taxi. E possono ostacolare l'ingresso nel mercato di nuovi operatori che offrono servizi innovativi di questo tipo (come l'applicazione per smartphone e tablet gestita da Mytaxi Italia). Così, i funzionari del Garante della concorrenza, con l'ausilio del nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle società interessate, oltre che nella sede di Unione dei Radiotaxi d'Italia - URI, associazione nazionale dei gestori di radiotaxi.

Mercato, quali novità

Alla base del problema c'è che, ai canali tradizionali di raccolta della domanda del servizio taxi (richiesta diretta da parte dell'utenza di un taxi in transito o nei posteggi, chiamata telefonica alle colonnine situate nei posteggi) e al servizio radiotaxi, si sono aggiunte recentemente nuove modalità di raccolta e smistamento della domanda che utilizzano le tecnologie basate sulla geolocalizzazione della domanda e dell'offerta. In questo contesto Mytaxi, attraverso la sua app, mette direttamente in contatto i tassisti con gli utenti che hanno scaricato l'apposita app e intendono prenotare una corsa taxi. L'utente, fin dal momento successivo alla geo-localizzazione del taxi più vicino, riceve informazioni relative al tipo di auto, al nominativo e alla foto del conducente e segue l'approssimarsi del taxi su una mappa interattiva. Un servizio nuovo, particolare, la cui diffusione potrebbe forse essere stata irregolarmente ostacolata. Ora, non resta che attendere gli sviluppi dell'indagine dell'Antitrust.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , taxi


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