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pubblicato il 30 gennaio 2017

Dossier Multe e Ricorsi

Multe, poveri o ricchi non c'è differenza, la sanzione è uguale

Per la Corte costituzionale le multe saranno identiche per tutti, non conta il reddito

Multe, poveri o ricchi non c'è differenza, la sanzione è uguale

La Corte costituzionale (sentenza numero 12 del 13 gennaio 2017) fissa un principio in materia di multe da Codice della Strada: l'importo deve essere identico per tutti, non conta il reddito del proprietario dell'auto. Il soggetto promotore del giudizio è il Giudice di Pace di Grosseto, che ha preso spunto da un articolo particolare del Codice della strada (il 126 bis), quello sulla comunicazione dei dati del conducente. Infatti, se la contravvenzione con taglio di punti della patente arriva a casa del proprietario dell'auto (per esempio in caso di infrazione rilevata con autovelox), questi deve fornire alle Forze dell'ordinde, entro 60 giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della violazione. Se il proprietario non lo fa, riceve una multa supplementare di 300 euro (spese di notifica incluse). E qui sta il problema secondo il Giudice di Pace di Grosseto: una persona ricca se la cava pagando ogni volta 300 euro; la norma “avvantaggerebbe quanti possiedono un'elevata capacità patrimoniale, realizzando una ingiustificata disparità di trattamento, dal momento che le persone più ricche ne patiscono meno l'incidenza”.

Cosa dice la Corte costituzionale

Secondo la Corte costituzionale, all'interno del Codice della Strada, non è prevista la possibilità di commisurare l'importo al livello economico del trasgressore: questo viene stabilito dal legislatore ordinario non in base alle capacità economiche del soggetto, ma in relazione alla gravità dell'infrazione commessa. Le multe restano indifferenti al reddito del proprietario dell'auto che ha commesso la violazione. Analogamente, ricordiamo che i provvedimenti per la patente prescindono dal reddito. All'atto del rilascio della patente B per le auto, vi viene attribuito un punteggio di 20 punti, annotato nell'Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida (presso il ministero dei Trasporti). Per infrazioni pesanti, la patente subisce decurtazioni: l'organo da cui dipende l'agente che ha accertato la violazione ne dà notizia, entro 30 giorni dalla definizione della contestazione, all'Anagrafe degli abilitati alla guida. Alla perdita totale del punteggio, il titolare della patente deve sottoporsi all'esame di idoneità tecnica (ne parla l'articolo 128 del Codice della Strada): vediamo di che si tratta.

Azzeramento punti

Se perdete tutti i punti-patente, il ministero dei Trasporti vi invia una lettera a casa: vi invita a ripetere gli esami previsti per il rilascio della patente. L'esame, da svolgersi presso la Motorizzazione o una scuola guida convenzionata, deve essere obbligatoriamente sostenuto entro 30 giorni. Dopo aver perso tutti i punti-patente e aver ricevuto la comunicazione dal ministero (in cui vi dicono che dovete rifare gli esami), potete circolare. Se superate l'esame, sulla patente vengono riassegnati i 20 punti iniziali.

Come recuperare i punti

Comunque, ogni patentato può controllare in tempo reale il saldo dei propri punti. Basta chiamare da un telefono fisso il numero 848782782, attivo 7 giorni su 7 al costo di una telefonata urbana, oppure consultare il Portale dell'automobilista, sito web del ministero dei Trasporti dedicato alle pratiche on line del settore motorizzazione. E, se sono stati persi dei punti, ma il punteggio non è esaurito, per recuperare è possibile frequentare corsi speciali presso autoscuole o altri centri autorizzati dal ministero dei Trasporti per recuperare 6 punti (parliamo di patente B per le auto).

 

Autore: Redazione

Tag: Attualità , multe


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