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pubblicato il 20 gennaio 2017

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Il Dieselgate non ferma Volkswagen, numeri record nel 2016

Il superamento di Toyota è quasi certo. Tuttavia lo scandalo emissioni resta aperto e il Gruppo dipende molto dalla Cina

Il Dieselgate non ferma Volkswagen, numeri record nel 2016
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A guardare certi numeri, sembra quasi che gli automobilisti di tutto il mondo abbiano liquidato il 18 settembre 2015 - data "ufficiale" d'inizio del Dieselgate Volkswagen - come un accidente qualsiasi nell'inesorabile corso della Storia. Nel 2016, infatti, il Gruppo Volkswagen ha venduto 10,3 milioni di veicoli: un aumento del 3,8 percento rispetto all'anno precedente che segna un nuovo record e rende quasi certo il sorpasso sulla rivale Toyota per il primo posto tra i costruttori mondiali (la notizia deve essere confermata dalla pubblicazione dei dati giapponesi, prevista per i primi di febbraio). Appena un anno e mezzo fa, la possibilità che il gruppo tedesco naufragasse sotto il peso dello scandalo e dei relativi costi era descritta da più parti come un rischio concreto. Oggi con il primo anno completo di vendite post-Dieselgate alle spalle, gli stessi numeri che avrebbero dovuto travolgere Volkswagen raccontano una situazione molto diversa.

Corrono Skoda e veicoli commerciali

I risultati delle divisioni automobilistiche del Gruppo Volkswagen sono tutti preceduti dal segno più. L'avreste detto? Nonostante l'esposizione mediatica, le vendite globali del marchio Volkswagen nel 2016 sono cresciute del 2,8 percento (5,99 milioni di unità). Bene anche il settore premium e delle auto sportive, quello più redditizio, con Audi cresciuta del 3,8 percento (1,87 milioni) e Porsche del 5,6 percento (237.800 unità). Seat ha chiuso il 2016 con un +2,6 percento (410.200 unità). In particolare, il +8 percento di dicembre mostra l'impatto positivo del nuovo SUV Ateca sui numeri del marchio spagnolo, che il prossimo anno dovrebbero crescere ancora con l'arrivo della quinta generazione Ibiza e del nuovo SUV compatto AronaMeglio di tutti ha fatto Skoda, le cui vendite l'anno scorso sono aumentate del 6,8 percento (1,13 milioni). Anche qui le previsioni per il 2017 sono positive, grazie all'arrivo sul mercato del SUV Kodiaq e dell'aggiornamento della Octavia, che ha rappresentato da sola quasi il 40 percento delle vendite mondiali Skoda nel 2016. Da segnalare anche l'ottimo risultato dei veicoli commerciali Volkswagen, le cui vendite l'anno scorso sono aumentate dell'11,4 percento (480.100 unità), spinte soprattutto dalla crescita del mercato europeo di settore.

Novità dal futuro

L'ultima parte dell'anno ha segnato un'ulteriore accelerazione: a dicembre 2016 la crescita è stata dell'11,8 percento (933.300 unità) e nell'ultimo trimestre le vendite sono aumentate dell'8,1 percento, un ritmo più che doppio rispetto a quello annuale. Quest'anno, poi, il gruppo tedesco potrebbe migliorare ulteriormente la propria situazione, grazie all'arrivo annunciato dal CEO Matthias Mueller di nuovi modelli come Volkswagen Polo e Touareg, Skoda Yeti, Porsche Cayenne, Audi A8 e Bentley Continental GT, oltre a quelli Seat già citati.

Mal d'America

Tutto bene, quindi? Dipende da che angolo si guardano i numeri. Le vendite del Gruppo Volkswagen divise per aree geografiche raccontano ancora un'altra storia, dove crescono Europa (+4 percento, 4,2 milioni di unità) e Asia-Pacifico (+9,7 percento, 4,32 milioni), mentre USA e Sud America mostrano il segno meno. Negli Stati Uniti, insomma, l'impatto d'immagine c'è stato, seppur limitato a un -2,6 percento (591.100 unità). L'impietoso -24,6 percento dell'America Meridionale (421.300 unità), invece, è dovuto soprattutto alla crisi economica che sta colpendo la regione e in particolare il Brasile (-33,9 percento, 257.800 unità).

Fattore C… ina

Esiti del Dieselgate a parte, però, c'è un altro grande punto di domanda nel futuro del Gruppo Volkswagen, che si chiama Cina. Il 2016, infatti, ha certificato con ancora più forza la dipendenza del costruttore tedesco dal più grande mercato automobilistico mondiale, che ha spinto in alto i risultati globali del gruppo grazie a un +12,2 percento (3,98 milioni di unità). La Cina, inoltre, ha pesato da sola per quasi il 40 percento delle vendite totali e per il 50 percento di quelle del marchio Volkswagen.

Dieselgate, il conto non è ancora chiuso

Se il Dieselgate pare non aver avuto un impatto significativo sulle vendite, la stessa cosa non si può dire per i conti del Gruppo Volkswagen. L'ultimo accordo raggiunto con il Dipartimento di Giustizia USA pochi giorni fa riguarda i profili penali dello scandalo emissioni e ha portato il conto totale dei costi a circa 20,5 miliardi di euro. I fronti aperti, però, restano ancora tanti in tutto il mondo e alle pene pecuniarie al Gruppo Volkswagen si stanno aggiungendo quelle contro gli individui coinvolti: di recente, infatti, le autorità statunitensi hanno incarcerato un dirigente americano e ufficializzato le accuse ad altri cinque per le loro responsabilità nel caso. La giustizia, insomma, pare avere più memoria del mercato.

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Tag: Attualità , Volkswagen , auto europee , dall'estero


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