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Attualità

pubblicato il 20 gennaio 2017

Incidente Tesla, scagionato il sistema di guida semi-automatica

Secondo i tecnici che hanno indagato c'è stata una grave negligenza da parte del guidatore che ha perso la vita

Incidente Tesla, scagionato il sistema di guida semi-automatica
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L’ente nazionale statunitense per la sicurezza stradale (NHTSA) ha concluso le indagini dopo l’incidente costato la vita a Joshua Brown, vittima di un incidente il 7 maggio 2016 mentre guidava la sua Tesla Model S lungo una strada di scorrimento a due carreggiate. Il sistema di guida semi-automatica della Tesla era in funzione al momento dello scontro e non rispose nella maniera dovuta quando un mezzo pesante attraversò la traiettoria, che andò a colpire il rimorchio. La vicenda suscitò molto scalpore, dal momento che mai prima di allora si registrò un incidente fatale a bordo di una Tesla guidata dall’elettronica, e portò a grossi interrogativi circa l’eventuale pericolosità del sistema. Gli accertamenti compiuti in questi mesi dall’NHTSA hanno determinato invece una grave negligenza da parte di Brown.

Brown aveva 7 secondi per intervenire

L’uomo ha messo in funzione il regolatore di velocità 2 minuti prima dell’incidente e da quel momento non ha compiuto nessun’altra azione, secondo i rilievi, viaggiando oltre i limiti di velocità (a 74 miglia orarie dove il limite è 65 miglia) e lungo una strada non adatta per il sistema di guida semi-automatica: quest’ultimo è studiato essenzialmente per le autostrade ed i frangenti di guida in colonna, non dov’è possibile che un altro mezzo tagli la strada per effettuare una svolta. Il sistema, chiamato Autopilot, è dotato di sensori e telecamere che intervengono sullo sterzo e sui freni per mantenere l’auto in traiettoria o per farle seguire il flusso del traffico. I visori sono andati in crisi per una sfortunata combinazione di eventi: il rimorchio era di colore bianco e il cielo aveva colori molto vividi. Brown avrebbe avuto sette secondi per effettuare una manovra di emergenza e scongiurare l’impatto, è scritto del rapporto, ma per qualche motivo non lo ha fatto.

Nessuna campagna di richiamo

Nel documento conclusivo la NHTSA ha scritto però che gli automobilisti potrebbero talvolta confondersi su quando Autopilot è effettivamente in funzione, ma non ha disposto una campagna di richiamo. A settembre 2016 la Tesla ha rimediato al problema aggiornando il sistema Autopilot, che oggi invia messaggi di richiamo quando il conducente non interviene sui comandi per troppo tempo. L’avvocato della famiglia Brown ha spiegato al sito Autonews che i suoi clienti intendono leggere tutta la documentazione ufficiale prima di commentare o presentare un eventuale ricorso, mentre il numero uno della Tesla, Elon Musk, ha rilanciato via Twitter un passaggio a suo avviso fondamentale dell’inchiesta: il tasso di incidenti fra le Tesla è diminuito del 40% dopo l’installazione a bordo di Autopilot.

Scheda Versione

Tesla Model S
Nome
Model S
Anno
2013 - F.C.
Tipo
Premium
Segmento
superiore
Carrozzeria
3 volumi
Porte
5 porte
Motore
elettrica
Prezzo
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Autore: Redazione

Tag: Attualità , Tesla , incidenti , guida autonoma


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