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pubblicato il 18 gennaio 2017

Rc auto, il colpo di frusta fa ancora discutere

Automobilista vince la causa contro una compagnia

Rc auto, il colpo di frusta fa ancora discutere

Il colpo di frusta è destinato a far discutere in eterno nel settore Rc auto. Spesso additato dalle compagnie come uno dei costi che più incidono sul caro-prezzi, è stato al centro di una riforma epocale della Rca nel marzo di 5 anni fa, col Governo Monti. Il Decreto 1/2012 convertito in legge dice che "il danno alla persona per lesioni di lieve entità di cui all'articolo 139 del Codice delle Assicurazioni è risarcito solo a seguito di riscontro medico-legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l'esistenza della lesione". L'obiettivo del legislatore è ridurre notevolmente sia le truffe, messe in piedi dai furbetti che fingevano di avere una lesione, lamentando dolore, e ottenevano il risarcimento lamentando solo il dolore o il trauma psicologico da colpo di frusta (tipico è quello da tamponamento), o da altra lesione lieve.

Punti di vista

Le compagnie tendono a interpretare in modo restrittivo le nuove norme concedendo i risarcimenti solo in presenza di esami strumentali (come una radiografia). Ma l'Unarca (Unione nazionale avvocati responsabilità civile e assicurativa) la pensa diversamente: "La Cassazione, con sentenza 18873 del 2016, ha fissato un principio: compete al medico legale e non un macchinario accertare se la vittima dell'incidente abbia subìto danni permanenti da colpo di frusta. L'esame strumentale non serve a diagnosticare la distorsione del rachide cervicale, ma a escludere fratture del collo. Può essere di ausilio allo specialista. Attenzione: ci sono patologie e cause che emergono solo con una visita".

Un'altra sentenza

E ora, una sentenza del Giudice di Pace di Venezia (la 769/16) dà ragione a un automobilista in una controversia con una compagnia: la legge subordina il risarcimento all'accertamento del danno tramite indagine strumentale; ma l'accertamento radiologico non è in grado di rilevare le alterazioni dei tessuti molli paravertebrali. Per la diagnosi del trauma distorsivo dorso-lombare, conta più l'accertamento clinico che il riscontro strumentale. Prima l'uomo, con la sua sensibilità; e dopo il macchinario.

Tre dritte

1. Legale. Si tratta di materia complicatissima, resa ancora più controversa da una legge non chiarissima. Il consiglio è, in caso di lesioni fisiche, di farsi assistere da un legale: può essere un avvocato, un esperto in infortunistica stradale, un patrocinatore stragiudiziale.

2. Esami. Ovviamente, sì a radiografie e risonanze magnetiche, ecografie, tac, elettromiografie. Sotto controllo di uno specialista, che è perfettamente in grado di intuire il problema.

3. Soldi. Una volta che l'esame strumentale accerta la lesione, potete anche avere diritto al risarcimento del danno biologico: la lesione temporanea o permanente all'integrità psicofisica che porta conseguenze negative sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato: non conta la sua capacità di produrre reddito. L'assicurazione formulerà l'offerta di risarcimento, da accettare o no: in questo secondo caso, la controversia non sarà una passeggiata.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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