dalla Home

Home » Argomenti » Intermodalità

pubblicato il 13 gennaio 2008

ZOOM: il futuro dell'auto in un libro

La corsa globale per alimentare l'auto che verrà, oltre il petrolio

ZOOM: il futuro dell'auto in un libro

"Il petrolio è il problema, le auto sono la soluzione". Non è uno slogan pubblicitario e neppure un indovinello, ma il pensiero degli autori di ZOOM un'illuminante pubblicazione sul futuro dell'industria automobilistica che analizza in profondità le sfide dettate dall'ambiente, dall'energia, dai nuovi scenari economici e geopolitici mondiali. Nelle 320 pagine, due dei più importanti giornalisti del settimanale britannico The Economist tracciano un quadro dettagliatissimo sui problemi che i costruttori si trovano a dover risolvere nel ventunesimo secolo per ridurre l'impatto ambientale dei veicoli attraverso tecnologie innovative, fonti alternativi ai combustibili fossili in un settore ancora saldamente dominato dal petrolio.

Una lettura imprescindibile per chiunque voglia comprendere realmente cosa si sta muovendo da Detroit al Giappone passando per l'Europa, per i mercati emergenti di Cina e India e per gli immensi campi petroliferi dell'Arabia Saudita dove sono conservate le più grandi riserve del mondo.

E allora "Il petrolio è il problema, le auto sono la soluzione. Ecco perché - spiega il libro - è necessario reinventare l'automobile". Solo così secondo gli autori quella che un tempo era considerata "l'industria delle industrie" sopravvivrà ai grandi cambiamenti del ventunesimo secolo dove l'energia giocherà un ruolo sempre più importante dal momento che i prezzi del barile non torneranno mai più alle ridicole quotazione degli anni ottanta e novanta.

Se il petrolio e le automobili hanno scritto la storia del capitalismo americano nel ventesimo secolo ora quest'alleanza scricchiola sotto il peso del global warming, delle tensioni geopolitiche nell'area mediorientale e di altri innumerevoli che sono passati al microscopio nelle 320 pagine. Ripercorrendo la storia dei Big Three di Detroit dai primi del 1900 i due autori analizzano l'ascesa, la conquista dei mercati mondiali, ma anche il declino. In un altro capitolo viene raccontata con grande ricchezza di particolari l'espansione della Toyota, da costruttore "provinciale" a leader mondiale, capace di sfidare e persino vincere i colossi americani sul terreno di casa, ma capace soprattutto di anticipare la visione dei problemi ambientali lanciando sul mercato l'auto ibrida in un momento in cui tutti i produttori erano impegnati a costruire SUV e pick up.

Iain Carson e Vijay V. Vaitheewaran hanno raccolto migliaia di testimonianze, viaggiato nei cinque continenti, hanno ottenuto risposte e argomenti dai numeri uno delle più importanti aziende petrolifere mondiali, dai top manager delle Case automobilistiche, dai nuovi pionieri tecnologici dell'energia pulita. Quest'ultimi - secondo la tesi del libro- saranno i protagonisti del "Great Awakening" una sorta di grande risveglio collettivo che attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie ridurranno la dipendenza dell'occidente dal petrolio.

Ibrido, plug-in, biocombustibile di seconda generazione, idrogeno, efficienza energetica, piccoli propulsori elettrici per gli spostamenti urbani: saranno queste alcune delle ricette dell'auto del ventunesimo secolo - avvertono in conclusione gli autori - "solo se comprendiamo che il petrolio è il nocciolo dei nostri problemi energetici e ambientali, allora le macchine possono essere davvero parte della soluzione verso un percorso che vada oltre il petrolio".

A parlare, è bene ricordarlo, sono due giornalisti di The Economist e non attivisti di Greenpeace.

Autore: Davide Barcarelli

Tag: Attualità , mobilità sostenibile , carburanti alternativi , inquinamento , celle a combustibile , libri


Top