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pubblicato il 11 gennaio 2008

Gli operai Tata protestano contro la Nano

"Costa poco perché non ci pagano", dicono i lavoratori indiani

Gli operai Tata protestano contro la Nano

La Tata Nano è veramente l'auto del popolo? Non proprio a giudicare dalle reazioni di molti degli operai Tata che ieri hanno bloccato gli ingressi della fabbrica di Singur, principale stabilimento del Bengala occidentale dove viene costruita la microcar destinata a motorizzare l'India .

Repubblica.it riporta che la protesta è scoppiata dopo la presentazione al Salone di Nuova Delhi della superutilitaria da 1.700 Euro, dove l'auto è stata definita un passo verso la modernizzazione dell'India e il presidente Ratan Tata un benefattore.

"La costruiamo col nostro sangue, senza nessuna garanzia di sicurezza e con salari da fame la macchina costa poco non perché i progettisti sono dei geni ma perché non pagano gli operai", dicono i protestanti che hanno bruciato sagome di carta della Nano.

In India non è la prima volta che si sollevano le proteste contro la Tata Nano: nelle giornate del salone gli ambientalisti si erano scagliati contro la minaccia della motorizzazione di massa, che secondo loro avrebbe un impatto devastante sull'ambiente rurale indiano, mentre alla protesta si sono uniti i contadini ex proprietari dei terreni espropriati per costruire l'attuale stabilimento.

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Tag: Attualità , Tata


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