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pubblicato il 16 gennaio 2017

Caso diesel FCA, la Germania accusa l'Italia

Il ministro dei trasporti tedesco Dobrindt: "Fiat usa dispositivi di spegnimento illegali"

Caso diesel FCA, la Germania accusa l'Italia

Entra anche la Germania nel caso dei diesel Fiat Chrysler. O sarebbe meglio dire "ri-entra", con il ministro dei trasporti tedesco Alexander Dobrindt che domenica in un'intervista al quotidiano Bild am Sonntag ha chiesto alla Commissione europea di richiamare alcuni modelli FCA venduti in Europa perché inquinerebbero più del consentito. "Le autorità italiane sanno da molti mesi che Fiat, secondo i nostri esperti, usa dispositivi di spegnimento illegali", ha detto Dobrindt. Secondo il ministro tedesco FCA si sarebbe rifiutata di chiarire il funzionamento di alcuni software che potrebbero falsare i test sulle emissioni e ha chiesto quindi all'organo esecutivo dell'Unione Europea di garantire il richiamo dei modelli incriminati. A due giorni dalle accuse dell'agenzia ambientale statunitense EPA ai 3.0 litri V6 diesel di 104.000 tra Jeep Grand Cherokee e Dodge Ram 1500 vendute negli USA, le dichiarazioni di Dobrindt riaprono una questione che dura oramai da quasi un anno e vede contrapposte le autorità di Germania e Italia, con la Commissione UE nel ruolo di mediatore. Alla Borsa di Milano, il titolo FCA ha subito l'impatto delle nuove accuse ai suoi motori diesel: alle 12:19 di lunedì perdeva il 4,57%.

Le ragioni delle accuse tedesche

Al centro di tutto ci sono gli esiti dei controlli sui motori diesel avviati in Germania dopo lo scoppio del Dieselgate Volkswagen, che nel caso di alcuni modelli FCA avrebbero fatto emergere livelli di emissioni irregolari. L'autorità federale per i trasporti tedesca KBA aveva rilevato che il sistema di trattamento dei gas di scarico in un modello Fiat si disattivava dopo 22 minuti: un tempo molto vicino a quello del ciclo di omologazione sulle emissioni, che dura circa 20 minuti. Questi controlli erano seguiti alle prove dell'associazione ambientalista tedesca DUH, che aveva rilevato valori di ossidi di azoto (NOx) tra 11 e 22 volte superiori ai limiti europei nei test di una Fiat 500X con motore 2.0 litri turbodiesel Euro6.

Le reazioni

La Commissione Europea ha risposto alle richieste del ministro tedesco Dobrindt dichiarando: "Abbiamo chiesto ripetutamente alle autorità italiane di offrire risposte convincenti al più presto". Le reazioni sono arrivate anche dall'Italia, responsabile dell'omologazione europea delle auto Fiat Chrysler secondo l'attuale normativa UE. Il viceministro dei trasporti Riccardo Nencini ha definito "incomprensibile" l'insistenza tedesca, rivendicando la collaborazione del governo italiano a livello europeo, mentre il ministro Graziano Delrio ha bocciato la richiesta della Germania come "irricevibile", spiegando che i test condotti dal suo Ministero sui modelli FCA "dimostrano che non esistono dispositivi illegali e comportamenti anormali". Nei mesi scorsi, infatti, il Ministero dei trasporti ha realizzato un rapporto su alcuni modelli diesel venduti in Italia che ha sollevato molte polemiche per via della metodologia e delle procedure utilizzate, definite lacunose e poco affidabili. I risultati di questo studio avevano portato il ministro Delrio a dichiarare l'assenza di "defeat device" su tutti i motori diesel testati, a parte quelli Volkswagen già identificati.

Autore: Andrea Fiorello

Tag: Attualità , carburanti , inquinamento


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