dalla Home

Attualità

pubblicato il 16 gennaio 2017

Dossier Assicurazioni

Rc auto, le truffe su internet non finiscono mai

C’è chi bara anche se è già stato beccato

Rc auto, le truffe su internet non finiscono mai

Le truffe Rc auto non finiscono mai, specie quelle online. Addirittura, ci sono furbetti che, già in passato pescati con le mani nella marmellata, insistono come se nulla fosse. Di recente, infatti, l'Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) ha messo in guardia contro un'ennesima frode via web, comunicando che è stata segnalata la commercializzazione di polizze Rc auto, anche aventi durata temporanea, tramite il sito internet studiobovio.com. Questo si presenta come un'agenzia assicurativa plurimandataria: riporta, ecco il fatto, un indirizzo corrispondente alla sede di una società che non svolge attività di intermediazione assicurativa. Quest'ultima ha dichiarato la propria totale estraneità alle attività svolte tramite studiobovio.com. Siamo a quota due: la non conformità di questo sito era già stata segnalata dall'Ivass.

Come stare alla larga dai guai

#1. Dati. Ricordatelo: se causate un incidente, e avete stipulato una Rca inesistente, non siete coperti e pagate i danni di tasca vostra. Questo significa esporsi a rischi incalcolabili: in caso di sinistro con lesioni fisiche, ballano anche milioni di euro, a seconda delle vittime, del loro reddito e della loro età. A nulla conta la buona fede, ossia che abbiate comprato la Rca pensando fosse tutto in regola. L'Ivass richiama l'attenzione degli utenti e degli intermediari sulla circostanza su un punto chiave: i siti web di chi esercita l'attività di intermediazione tramite internet devono sempre indicare i dati identificativi dell'intermediario; l'indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l'indirizzo di posta elettronica. Devono avere il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi nonché l'indicazione che l'intermediario è soggetto al controllo dell'Ivass.

#2. Sede secondaria. Per gli intermediari del SEE (Spazio Economico Europeo) abilitatati a operare in Italia, il sito web deve riportare (oltre ai dati identificativi e ai recapiti) l'indicazione dell'eventuale sede secondaria. E la dichiarazione del possesso dell'abilitazione all'esercizio dell'attività in Italia, con la specifica dell'autorità di vigilanza dello Stato membro di origine. I siti web o i profili Facebook (o di altri social network) che non contengono le informazioni sopra riportate non sono conformi alla disciplina in tema di intermediazione assicurativa: espongono il consumatore al rischio di stipulazione di polizze contraffatte.

#3. Elenchi Ivass. Alla fine, quindi, consultate il sito ivass.it: qui ci sono elenchi delle imprese italiane e estere ammesse a operare in Italia nella Rc auto. Inoltre, ci sono gli avvisi relativi a "Casi di contraffazione o società non autorizzate; siti internet non conformi alla disciplina sull'intermediazione" del Registro unico degli intermediari assicurativi e dell'Elenco degli intermediari dell'Unione Europea. Potete chiedere chiarimenti e informazioni al contact center dell'Ivass al numero verde 800486661: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.30.

Quella "spia" strana

Quello che deve far scattare l'allarme può essere anche il prezzo Rca. Se siete in una pessima classe di merito Rc auto, abitate magari in una zona ad alto rischio sinistro, e le assicurazioni conosciute applicano prezzi elevati, dovrà apparirvi strana la tariffa Rca proposta da alcuni siti Internet. A nulla conta che quel sito appaia ben fatto e attendibile. Occhi aperti: consultate l'Ivass.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


Top