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pubblicato il 13 gennaio 2017

Caso emissioni, Renault indagata in Francia

Ipotizzato il reato di “frode sui controlli". La casa dichiara di rispettare le norme e vuole collaborare

Caso emissioni, Renault indagata in Francia

Dopo Volkswagen è il turno di Renault. Per la seconda volta da febbraio dell'anno scorso la magistratura francese ha aperto un'indagine su un costruttore auto ipotizzando il reato di “frode sui controlli che hanno reso il prodotto pericoloso per la salute”. Parliamo sempre di emissioni inquinanti. Tre giudici istruttori ieri hanno aperto un fascicolo giudiziario per proseguire il lavoro avviato l'anno scorso, dopo il Dieselgate Volkswagen, da una commissione indipendente che ha effettuato dei test su molteplici veicoli venduti nel Paese con motore diesel.

Renault è finita nel mirino degli agenti perché durante le prove la soglia di emissioni consentite sarebbe stata superata. A novembre 2015 Renault aveva replicato in 3 punti alle accuse sulle emissioni della Espace, mentre ad agosto scorso l'Unione Europea aveva chiesto chiarimenti al colosso francese, che oggi, come in passato, continua a sostenere di aver "sempre rispettato scrupolosamente la legislazione francese ed europea". I vertici della Casa si sono detti immediatamente pronti a collaborare con gli inquirenti, intanto però in Borsa il titolo sta crollando, come è successo ieri ad FCA per la notizia delle accuse in America da parte dell'EPA di aver nascosto un software sulle emissioni.

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Tag: Attualità , Renault , inquinamento


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