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Retrospettive

pubblicato il 8 gennaio 2017

La Batmobile, evoluzione di un'icona

La fedele alleata dell’Uomo Pipistrello negli anni è cambiata tantissimo. Ecco le sue versioni più celebri

La Batmobile, evoluzione di un'icona
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Ammettiamolo: chi di noi, vedendo un'auto bassa, moderna e scura, non ha mai esclamato "sembra la Batmobile"? E in effetti il bolide dell'Uomo Pipistrello si è imposto nell'immaginario collettivo come un sinonimo di supercar tecnologica e dalla linea inconfondibile, anche per coloro che non seguono con interesse le eroiche gesta del suo proprietario mascherato. Un sodalizio, quello che lega Batman alla sua Batmobile, iniziato nel lontano 1939, sin dai primi numeri del fumetto: all'epoca la sua vettura era una "normale" berlina stradale che però, nel giro di pochi anni, ha iniziato ad acquisire quei tratti e quelle caratteristiche che oggi conosciamo e che le hanno fatto guadagnare quell'aura di fascino e di mistero che la circonda. Dal 1939 ad oggi sono state tante le versioni della Batmobile, tra quelle nate dalla fantasia dei fumettisti e quelle ideate dagli sceneggiatori cinematografici. Ed è proprio su queste, cioè quelle che sono arrivate sul grande schermo, che vogliamo soffermarci in questa retrospettiva, perché più di tutte hanno contribuito a rendere la Batmobile la vera icona pop che è adesso.

Anni '60, la Batmobile che viene dall'Italia

Andando indietro negli anni, la prima versione cinematografica (o meglio, televisiva) dell'auto del Cavaliere Oscuro è quella della serie TV Batman degli anni Sessanta con protagonista il mitico Adam West. Non c'è rischio di confonderla con altre auto: nera e lunga (576 cm, per l'esattezza), aveva due cupole al posto del parabrezza e lunghe pinne che si estendevano su tutto il cofano posteriore e terminavano con la tipica forma ad "ala di pipistrello". Dietro, in bella mostra, c'è un vistoso post bruciatore, elemento che ritroveremo anche sulle versioni successive. Il logo - rosso - del Pipistrello campeggiava sulle portiere e sui coprimozzi delle ruote. In realtà, sotto le camuffature e le appendici, la Batmobile della serie TV era una Lincoln Futura, una concept car realizzata nel 1955 dalla Ghia nella carrozzeria di Torino e perfettamente marciante. Sotto il lungo cofano anteriore c'era un poderoso 6 litri, mentre lo chassis era quello di una Continental Mark II. Voluta dalla Ford per averne un ritorno di immagine, fu costruita in un unico esemplare che venne usato come show car nei saloni internazionali. Non si sa bene come, ma dalle luci dei saloni automobilistici finì sotto le luci dei riflettori del cinema: nel 1959 prese parte al film Cominciò con un bacio e, dopo una "cura" sotto le mani dell'abile designer George Barris, nel 1966 iniziò la sua carriera nella serie dedicata all'Uomo Pipistrello.

Burton l'ha voluta "gotica", Schumacher ci ha messo i neon

Lontana dai colori vivaci degli anni Sessanta e ben più fedele allo spirito "dark" dei fumetti del Cavaliere Oscuro, la Batmobile del 1989 vista nel film Batman di Tim Burton inizia a "fare sul serio": bassa e sinuosa come una supercar, arriva a 6,6 metri e sembra uscire direttamente dalle pagine stampate degli albi DC Comics. Restano le due pinne posteriori, stavolta molto più simili alle ali di un chirottero, e il post bruciatore che - nella finzione cinematografica - sputa lunghe fiammate quando Batman, interpretato da Michael Keaton, spinge il pedale dell'acceleratore. All'anteriore nessuna griglia o logo di Pipistrello ma addirittura la turbina di un jet. In realtà, per muovere questa Batmobile (che sarà usata anche nel sequel Batman Returns del 1992) è stato scelto un V8 di origine Chevrolet da 365 CV, mentre per la base sono stati saldati insieme i pianali di due Chevrolet Impala. Nel 1995 Tim Burton lascia la regia del terzo episodio, Batman Forever, a Joel Schumacher, che decide di stravolgere completamente lo stile visivo rispetto ai due film precedenti cominciando proprio con la Batmobile. Lunga oltre 7 metri, la versione del 1995 aveva una carrozzeria piena di feritoie che lasciavano vedere le parti meccaniche illuminate. Anche i cerchioni con il simbolo del Pipistrello erano illuminati da dentro: ricordavano il "bat-segnale" e restavano sempre dritti in fase di marcia, un po'come sulle Rolls-Royce dei giorni nostri. Difficile non notare l'ala centrale di dimensioni esagerate, vistosa quanto l'immancabile - e sempre più grande - post-bruciatore. Anche per questa incarnazione del bolide di Batman è stato usato un motore Chevrolet, nello specifico un 350 ZZ3 da 345 CV, mentre l'intero telaio era costruito in vetroresina e fibra di carbonio. Lo stesso propulsore sarà utilizzato anche per la Batmobile del 1997 guidata da George Clooney in Batman & Robin. Qui le dimensioni esterne crescono ancora, fino a toccare i dieci metri di lunghezza totali. Sono lontani i toni gotici e dark "burtoniani": una copertura trasparente lascia intravedere una turbina colorata all'anteriore, mentre le luci all'interno delle ruote sono neon azzurri. Immense le due ali posteriori, lunghe quasi due metri. Insomma, forse un po' troppo vistosa per inseguire i criminali tra i vicoli di Gotham City.

Anche Batman cede alla "moda dei SUV"

Si cambia totalmente registro con "la Tumbler", introdotta nel 2005 nel più realistico Batman Begins di Christopher Nolan e poi vista nuovamente nei sequel Il Cavaliere Oscuro e Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno. Abbandonate le forme sinuose da hypercar, ora il giustiziere di Gotham si muove a bordo di un grosso mezzo corazzato di origine militare, quasi cedesse anche lui alla tentazione di un 4x4 rialzato. In realtà il regista inglese non si è inventato nulla: già nel fumetto The Dark Knight Returns, il celebre Frank Miller (mai sentito parlare di 300 o di Sin City?) immaginava un enorme blindato a servizio del Cavaliere Oscuro. Nolan, si sa, punta molto sulla realisticità dei propri film e infatti la Tumbler di Batman Begins è stata realizzata in cinque esemplari perfettamente marcianti, due dei quali progettati per le sequenze di guida ed equipaggiati con un motore 5.0 GM da 500 CV (il conduttore e comico statunitense Jay Leno, grande collezionista di auto, ha avuto la fortuna di guidarne uno su strada). La Tumbler ha fatto breccia nel cuore degli appassionati (ma non solo loro) e, da quel momento, la Batmobile ha adottato le forme da "tank" anche nelle incarnazioni successive, a cominciare dalla serie videoludica Batman: Arkham per arrivare all'ultima trasposizione cinematografica, Batman v. Superman del 2016, in cui è guidata dall'Uomo Pipistrello di Ben Affleck.

Autore: Redazione

Tag: Retrospettive , auto del cinema


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