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pubblicato il 4 gennaio 2017

Ford, stop agli investimenti in Messico. Trump esulta

Dopo la decisione della Casa americana il neopresidente scrive su Twitter: “Merito mio”

Ford, stop agli investimenti in Messico. Trump esulta

Rivoluzione per gli investimenti Ford. Parte degli 1,6 miliardi di dollari in origine previsti in Messico, verranno destinati agli USA: 700 milioni di dollari. Niente più fondi per l'impianto messicano di San Luis Potosí, e via all'ampliamento di uno stabilimento di Flat Rock in Michigan (proprio dove la Casa americana è stata fondata nel 1903). L'annuncio di Detroit arriva poche ore dopo l'attacco di Donald Trump che, via Twitter, aveva criticato la decisione di General Motors. Il motivo? GM ha in programma di cancellare un turno alla fabbrica di Lordstown, Ohio: possibile un taglio di 1.200 posti di lavoro. Ricordiamo che in Messico c'è il 19% della produzione GM per il mercato nordamericano, contro il 13% della Ford. Ecco Trump su Twitter, il 3 gennaio alle 13.30: "General Motors is sending Mexican made model of Chevy Cruze to U.S. car dealers-tax free across border. Make in U.S.A. or pay big border tax!". Ossia: "Sta mandando le Chevy Cruze costruite in Messico ai concessionari americani, senza tasse. Fatele negli USA o pagherete grossi dazi!".

Produci in Messico? Dazio del 35%

Nel programma del neopresidente (l'insediamento alla Casa Bianca, al posto di Barack Obama, è previsto per il 20 gennaio), la svolta protezionista in politica economica. In due parole, si proteggono industrie e lavoratori USA. Senza dimenticare il desiderio di erigere un muro fra Stati Uniti e Messico. Infatti, Trump ha esortato la grande industria a valorizzare gli stabilimenti USA arrivando a minacciare di dazi doganali. C'è soprattutto la minaccia del dazio del 35% per le auto nate in Messico (la tassa sui prodotti di importazione). Infatti, annunciando la propria decisione, l'amministratore delegato di Ford, Mark Fields, ha definito le politiche di Trump e del nuovo congresso "vitali per la decisione dell'azienda". E ha espresso un giudizio positivo sulle intenzioni del neopresidente di ridurre le tasse alle società dal 35% al 15% (comunque, la produzione della Ford Focus verrà trasferita dagli USA alla sede già esistente di Hermosillo). In breve: più tasse a chi fabbrica fuori dagli Stati Uniti; meno tasse a chi produce negli States. È la politica di Trump per favorire il made in USA, facendo pressione sulla grande industria.

In Michigan 700 nuovi posti di lavoro

E, proprio nell'ottica di creare lavoro nel proprio Paese, con la realizzazione del Manufacturing Innovation Center, un nuovo centro di innovazione manifatturiera a Flat Rock, Ford prevede di creare 700 nuovi posti di lavoro. Nello stabilimento del Michigan, alle Ford Mustang e Lincoln Continental già in produzione, si affiancheranno una nuova piccola auto elettrica e una vettura a guida autonoma. Obiettivi che paiono condivisi da Trump, come dimostrerebbe il fatto che nello Strategic and Policy Forum (il team che darà consigli al presidente in merito a tematiche economiche e lavorative) fanno parte ufficialmente anche Elon Musk e Travis Kalanick, i boss di Tesla e Uber impegnate nella guida autonoma.

Auto "verdi"

In più, Ford ha presentato 7 delle 13 vetture "verdi" che prevede di mettere sul mercato nei prossimi 5 anni, inclusa una versione ibrida della F-150 e del van Transit Custom per l'Europa. Per le auto a basso impatto ambientale, Ford prevede di investire 4,5 miliardi di dollari da qui al 2020. Di 7 nuove proposte, ci sarà un SUV compatto elettrico da almeno 480 km di autonomia sfornato a Flat Rock entro il 2020 venduto anche in Europa. Inoltre, in programma un veicolo autonomo ibrido per il ride sharing, che debutterà in Nord America nel 2021.

Intanto, General Motors…

Ma torniamo a GM. Il gigante USA ha risposto a Trump: in Messico, viene prodotto solo una versione della Cruze "per i mercati globali, con un piccolo numero venduto in Usa". Per completezza, è quantomeno curioso che la CEO General Motors, Mary Barra, sia stata inserita da Trump nel gruppo dei suoi consiglieri economici.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , Ford , auto americane , produzione , dall'estero , lavoro


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